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Grosseto

Pasticcio ortofrutta, svuotati gli scaffali e anche i portafogli

Pasticcio ortofrutta, svuotati gli scaffali e anche i portafogli

Un giro nei supermercati della città per monitorare i prezzi anche il pesce scarseggia: ecco dove si può risparmiare

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di Gianni Parrini

GROSSETO

Per il momento lo sciopero dei Tir e quello dei pescatori hanno svuotato gli scaffali dei supermercati. Ma il rischio è che presto possono fare lo stesso con il portafoglio dei consumatori. Il blocco dei trasporti, infatti, ha dimezzato l’approvvigionamento di diversi generi alimentari e la preoccupazione è che la speculazione possa far impennare i prezzi di arance, pomodori e zucchini, con questi ultimi che in alcune parti della Toscana sono venduti addirittura a 7,50 euro al chilo.

Così, armati di taccuino e calcolatrice, siamo andati in giro per i supermercati di Grosseto al fine di monitorare la situazione, confrontare i prezzi e offrire qualche consiglio utile ai consumatori. I dati emersi sono stati riportati schematicamente nella tabella a fianco. La sensazione – avvalorata dal parere di massaie più avvezze di noi a far di conto tra i banchi dell’ortofrutta – è che rispetto ai giorni precedenti le quotazioni abbiamo subito solo lievi aumenti. In ogni modo, basta mettere a confronto i dati della per vedere dove si può comprare a prezzi convenienti.

La carenza di prodotti riguarda anche il pescato, che da alcuni giorni non arriva ai supermercati a causa dello sciopero dei pescatori. «Se fino ad ora mancava solo quello del Mediterraneo – spiega Beatrice Ramazzotti, dell’ufficio stampa di Unicoop Tirreno – Adesso è venuto meno anche quello dell’Atlantico, a causa delle difficoltà nei trasporti. I prezzi? Noi li abbiamo tenuti sostanzialmente fermi. Ogni giorno il costo della merce per il consumatore finale oscilla leggermente ed è determinato dal prezzo pagato dai rivenditori all’asta del pesce e alle quotazioni della borsa dell’ortrofrutta, che tengono conto del costo del carburante e dell’inflazione. Coop cerca di non far gravare eccessivamente queste variabili sui clienti e ogni anno assorbe circa un punto e mezzo di inflazione».

Anche l’addetto al banco del pesce della Pam di via de’ Barberi conferma che i prezzi sono aumentati all’ingrosso, ma spiega che per il consumatore finale sono rimasti identici: gli sgombri vengono venduti a 6,9 euro al kg, le seppie nostrali a 13,9, il branzino a 14,9, il pesce spada e lo scorfano a 21,9. Al punto vendita Conad, sull’Aurelia nord scopriamo che le acciughe negli ultimi giorni sono aumentate di 3 euro al kg proprio perché reperirle è sempre più difficile.

Di sicuro lo sciopero dei Tir (che si è concluso ieri a mezzanotte) ha creato un danno economico non indifferente al settore dell’agroalimentare. Questo il bilancio stimato da Coldiretti: oltre 100 mila tonnellate di frutta, verdura, fiori e latte buttati o rovinati; 200 mila ore di lavoro perse e 200 milioni di euro di danni nella filiera agroalimentare, mentre i consumatori in una settimana hanno tagliato del 30% gli acquisti di frutta e verdura.

«Al danno economico immediato – afferma Sergio Marini, presidente Coldiretti – va aggiunto quello futuro dovuto al fatto che le produzioni di paesi concorrenti come la Spagna per l’ortofrutta o l’Olanda per i fiori hanno sostituito il made in Italy sugli scaffali della grande distribuzione europea. Ovunque si segnala un preoccupante calo degli ordinativi dall’estero e difficoltà per gli agricoltori costretti ad accollarsi anche il costo dello smaltimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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