Si ritorna da Roma con agevolazioni Iva ma la lotta continua
PORTO SANTO STEFANO Sono tornati da Roma stanchi e infelici. Sono i pescatori dello "strascico" che mercoledì pomeriggio hanno manifestato con le altre marinerie italiane, davanti a Montecitorio. Per...
PORTO SANTO STEFANO
Sono tornati da Roma stanchi e infelici. Sono i pescatori dello "strascico" che mercoledì pomeriggio hanno manifestato con le altre marinerie italiane, davanti a Montecitorio. Per loro nessuna deroga, nessuna concessione da parte del governo. Hanno ottenuto soltanto qualche facilitazione sull'Iva. Lo sciopero continua. Ieri mattina gli armatori dei motopesca erano sulla banchina a poppa delle loro barche a commentare gli eventi romani. Parla per tutti Salvatore Greco presidente della cooperativa Sant'Andrea. Spiega che il regime dell'Iva rimarrà come era in passato: si pagherà, al 21%, soltanto sui generi alimentari che servono per gli equipaggi. La facilitazione Iva, affermano i pescatori, non risolve i problemi della categoria che rimangono molti e gravissimi ma un "aiutino" lo dà. Intanto, oggi Salvatore sarà a Roma insieme ad altri esponenti della Federpesca per discutere ancora sulle problematiche dello strascico. Ma domani (oggi), a Civitanova Marche si ritrovano nuovamente gli equipaggi (anche quelli di Porto S. Stefano) per una ulteriore protesta e per decidere sulla eventuale continuazione dello sciopero. Tra i punti di contrasto rimangono la patente a punti, avvertita dai comandanti come il fumo negli occhi, e la questione motori. Quest'ultimo è argomento tecnico molto delicato e di non facile soluzione se non si cambia la normativa generale. Fino a pochi anni fa – spiega Greco – i motopesca dello strascico che dovevano oltre a muoversi loro, trainare la rete, pesantissima, erano dotati di motori lenti, pesanti, forti, ma con limitato numero di hp. Un numero di cavalli che è scritto sui documenti dell'unità da pesca. Quei motori lenti non esistono più. Ora sono in produzione motori veloci che sviluppano moltissimi hp, ma non hanno potenza. Un motore moderno che sviluppa 200 cavalli montato su un peschereccio non lo sposta nemmeno di un metro. Quindi oggi i motopesca, se vogliono trainare la rete devono montare motori da 800 hp, che sono in contrasto con la licenza del peschereccio sulla quale è prescritto, magari, un massimo di 200 cavalli. Se le autorità insistono su questa linea – dice Salvatore – si fermeranno tre quarti delle marinerie italiane.
Renzo Wongher
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