Scarlino? Tre difetti Ma la giunta ha già le soluzioni
Dichiarazione ambientale, gestione rifiuti e magazzino: questi i punti non conformi all’Emas e all’Iso
di Alfredo Faetti
SCARLINO
Una tirata di orecchie per Scarlino, ma anche la conferma che quei certificati non sono carta straccia. Durante dei controlli, infatti, sono state riscontrate delle non conformità nel rispetto dell’Emas e dell’Iso, le attestazioni rilasciate al Comune in campo ambientale. «Questo dimostra che sono certificazioni serie, che non si comprano» dice il sindaco Maurizio Bizzarri.
Scarlino è stata incoronata da diverso tempo con l’Emas (Eco-Management and Audit Scheme), documento finalizzato a valutare e migliorare le prestazioni ambientali di un ente, mentre è più recente il conferimento dell’Iso, che accompagna nel significato l’altro certificato. «Ogni anno vengono effettuati dei controlli», spiega il primo cittadino. E nell’ultimo sopralluogo, l’ottobre scorso, i tecnici hanno trovato dei difetti nel borgo maremmano. «Gli uffici comunali devono lavorare quotidianamente per tenere alta l’attenzione verso la sensibilità dei criteri dell’Emas e dell’Iso», dice Bizzarri, pronto a rimettere in ordine ciò che non va. I tecnici hanno riscontrato tre non conformità e per ognuna di queste la giunta ha già approvato la risoluzione del problema.
La prima riguarda la bozza della dichiarazione ambientale del Comune. «In particolare deve esserci un collegamento tra obiettivi indicati in politica ambientale e quelli definiti nel programma ambientale – scrivono i tecnici – Inoltre ci deve essere un collegamento tra significatività degli impatti e fattori ambientali riportati nella dichiarazione ambientale». In poche parole, l’autorità di controllo chiede di rivedere il documento. E il lavoro di revisione è già in corso d’opera. L’altro aspetto sollevato dai tecnici riguarda i rifiuti. «La procedura di gestione rifiuti non risulta efficace a garantire il corretto svolgimento delle attività di registrazione della documentazione e di controllo». Ad esempio, «non contiene indicazioni in merito ai controlli da effettuare sui trasportatori (controllo targhe), né per quanto riguarda i trasporti sottoposti ad adr (merci pericolose, ossia i rifiuti stessi ndc)». Per venir meno a questa non conformità, la giunta ha approvato le stesse proposte avanzate dai tecnici. Ovvero la redazione periodica del registro carico e scarico dei rifiuti, di un’istruzione operativa da apporre al cantiere comunale che contenga la tipologia di autorizzazione (in cui siano visibili tutti i dati) e la formazione dei componenti della squadra esterna sui controlli. L’ultimo punto riguarda il magazzino comunale: qui i problemi riguardano l’uscita d’emergenza (priva di cartello identificativo), la presenza di prodotti chimici non catalogati e quella di un veicolo in stato di abbandono nel piazzale antistante la struttura. Problemi a cui è semplice porre rimedio.
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