Il Tirreno

Grosseto

IL PRESIDENTE FUSINI

Stop all’inceneritore la rabbia della Cna «Sia fatta chiarezza»

Stop all’inceneritore la rabbia della Cna «Sia fatta chiarezza»

«Vorrei “ringraziare” tutti coloro che hanno determinato, “per la gioia” dei dipendenti occupati nelle aziende del polo industriale di Scarlino e di quelli interessati al loro indotto, “l'allettante”...

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«Vorrei “ringraziare” tutti coloro che hanno determinato, “per la gioia” dei dipendenti occupati nelle aziende del polo industriale di Scarlino e di quelli interessati al loro indotto, “l'allettante” opportunità di perdere il proprio posto di lavoro».

Gabriele Fusini, presidente della Cna di Grosseto, usa l’ironia per portare l’attenzione sulla recente chiusura dell’inceneritore di Scarlino. Con una nota scritta, il rappresentante di Confartigianato ringrazia polemicamente «coloro che attraverso strumentali interpretazioni sono riusciti a convincere di ciò che non si è mai riusciti a dimostrare». Secondo Fusini, infatti, nei suoi 13 mesi di attività a Cdr (combustibile da rifiuto) l’impianto di Scarlino   è stato monitorato con rilevamenti automatici attuati 24 ore su 24, ha ricevuto visite controlli e verifiche da parte di ogni organo accertante preposto e non ha mai superato i livelli emissivi previsti dalla legge. «Diversamente – prosegue la nota – non si sarebbe aspettato né il Tar né il Consiglio di Stato per farlo chiudere; ne possiamo essere certi!  Ma è normale – si domanda ancora Fusini –  che a fronte di un dubbio, assolutamente infondato non si proceda a verificare mediante specifici e dovuti controlli (nel caso  quelli già eseguiti a qualcuno sembrassero pochi) e si decreti tranquillamente la chiusura dell’impianto e la cassa integrazione per i lavoratori? È uno Stato di diritto quello in cui poche persone possono invalidare, senza mai darne dimostrazione scientifica,  controlli durati anni e  autorizzazioni rilasciate dalle amministrazioni preposte ?

«L’auspicio – conclude il presidente Cna – è che su materie delicate come questa la Politica (non a caso  la “P” maiuscola) e la pubblica amministrazione locale apportino la necessaria e attesa chiarezza».

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