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Grosseto

Caos ineleggibilità Il tribunale prende ancora tempo

Caos ineleggibilità Il tribunale prende ancora tempo

Rinviata al 28 febbraio la sentenza della Corte d’appello In ogni caso non sarà possibile votare nel 2012

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di Alfredo Faetti

GAVORRANO

  Tutto rinviato. Ma proprio tutto. Non solo la decisione della Corte d’Appello sull’ineleggibilità di Massimo Borghi, slittata al 28 febbraio, ma anche le eventuali elezioni se il giudizio sarà negativo per il sindaco. Un colpo di scena che nessuno si aspettava e che adesso apre scenari inediti. Al momento, l’unico aspetto certo è che per il 2012 Gavorrano non tornerà alle urne, perché i tempi previsti dalla legge non potranno essere rispettati.

La vicenda è abbastanza complessa. Ieri mattina si è riunito il collegio uno della sezione civile di Firenze per il ricorso presentato da Borghi e i suoi legali, Mario Giarrusso e Nicola Maria Tamburro, contro la decisione del tribunale di Grosseto, che lo ha giudicato ineleggibile per aver presentato in ritardo l’aspettativa dal posto di lavoro in vista della sua candidatura. Una decisone arrivata dopo l’interessamento della Prefettura che ha intrapreso un’azione sfociata nelle vicende giudiziarie odierne. Ieri è stato proprio il legale a rappresentanza del prefetto a giocare un ruolo chiave: ha presentato un’eccezione alla documentazione già depositata, senza però avere il materiale cartaceo. E in attesa di avere le carte, il collegio fiorentino ha rinviato l’udienza al 28 febbraio.

La data, in questo contesto, è importantissima. Se la Corte d’Appello ribalterà il verdetto in primo grado la vicenda si avvierà al suo epilogo, con Borghi fermo al suo posto e fine della storia. Ma in caso contrario il destino di Gavorrano diventa un rebus. Infatti nei casi in cui una legislatura non arrivi alla sua scadenza naturale (ad esempio perché il sindaco decade per ineleggibilità), la legge fissa un termine per indire nuove elezioni: il 24 febbraio. Quindi, se Borghi verrà confermato ineleggibile anche in secondo grado, questi quattro giorni di differenza impediranno a Gavorrano di tornare alle urne per la prossima primavera insieme a Campagnatico, Pitigliano e Manciano. Tutto rinviato al 2013, in un periodo compreso tra il 15 aprile e il 15 giugno. Nel mezzo, però, è difficile al momento prevedere cosa accadrà. Gli avvocati del sindaco sono al lavoro per studiare la giurisprudenza elettorale relativa a questo caso, forse unico nel suo genere (e stanno proprio qui le difficoltà). Fino ad oggi, tutto il team del sindaco si è detto sicuro che a succedergli, in caso di decadenza, sarebbe stata la vice Elisabetta Iacomelli. Ma ora, con i tempi che si sono allungati a dismisura rispetto alle previsioni, è possibile che ritorni sulla scena la figura di un commissario. C’è anche un’altra ipotesi, tutta teorica: le dimissioni da parte di Borghi, che permetterebbero al Comune di poter votare a primavera. Ma senza un pronunciamento del tribunale (e quindi una conferma del suo status), sembra inverosimile questa strada. In casa del centrosinistra gavorranese nessuno ha rilasciato dichiarazioni. Non tanto per copertura, quanto per capire al meglio la situazione. E’ probabile che gli avvocati prendano la parola oggi.
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