Il Tirreno

Grosseto

«Costa ci rimborsi o siamo rovinati» Albergatori in ansia

Le strutture maremmane hanno ospitato mille naufraghi «Abbiamo dovuto anticipare noi tutte le spese necessarie»

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di Elisabetta Giorgi

GROSSETO

Quasi mille naufraghi ospitati degli hotel maremmani. E le spese anticipate dagli albergatori. «Ora aspettiamo che Costa Crociere rimborsi tutto perché se non lo fa siamo rovinati», dice Amedeo Vasellini, direttore dell’hotel Granduca che ha aperto le porte - in questi giorni - a 80 persone tra passeggeri e naufraghi, anticipando (come gli altri colleghi) tutte le spese. Soggiorno, acqua, luce, telefonate extracontinentali in Cile o Perù. Per la Maremma uno sforzo enorme.

L’esercito di 854 naufraghi ha lasciato ieri la Maremma, dove la disponibilità offerta dagli albergatori era stata per 3300 posti letto. Alla fine ne sono arrivati solo un quarto da 42 nazioni diverse, ma l’arrivo è stato comunque impegnativo. Tanti hanno iniziato ad andarsene ieri, a bordo dei pullman di Costa Crociere e sotto stretto controllo delle forze dell'ordine: carabinieri, polizia e municipale. Completamente "evacuata" nel pomeriggio la Fattoria La Principina che ha ospitati 500 membri dell'equipaggio, anche se in hotel gli albergatori non sapevano nulla di preciso su eventuali rientri, chissà se per disguidi organizzativi o pullman sovraffollati. Nessuna conferma dai titolari e alle 17 l'hotel era svuotato, i pullman avevano portato via i naufraghi. Ospiti dell'hotel anche alcuni dirigenti della Costa Crociere e, inviato da Roma, Bruno Vespa con la troupe di Porta a Porta.

Sempre ieri i pullman hanno portato via 80 persone dall’hotel Granduca e 203 dall’hotel Terme marine (ex villa Gaia) di Marina dove - oltre all’ospitalità - erano stati allestiti posti di primo soccorso con Cri, medici e volontari.

Nel complesso uno sforzo gravoso per gli albergatori che si sono trovati a gestire un’emergenza improvvisa. «Venerdì 13 abbiamo tirato giù dal letto 16 dipendenti e li abbiamo richiamati a lavoro. E le spese - pasti, telefonate alle famiglie d’origine, molte delle quali oltreoceano - tutte anticipate da noi», dice Vasellini. Ma «la Costa si è impegnata a rifonderci tutto: ci ha spedito un fax». La gara in nome dell’accoglienza si è scatenata - dice il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli - anche a Porto Santo Stefano da dove i naufraghi alloggiati in tre hotel sono ripartiti. «Li abbiamo riconsegnati alla Costa», racconta lui citando la generosità di alcuni commercianti locali, «la pizzeria Tre Quarti che è rimasta aperta tutta la notte e la pizzeria Alocci che ha sfornato pizzette a oltranza». Da moltissimi, insomma, è arrivata un’accoglienza importante. «E io rinnovo a tutti il mio ringraziamento», dice il sindaco di Grosseto Bonifazi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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