E l’ente “incassa” le spese 12mila euro di onorari
MONTE ARGENTARIO Per il Comune di Monte Argentario, la “quadruplice” vittoria sancita dal Tar sui quattro pontilisti porterà in cassa anche un mini-tesoretto di 12mila euro, corrispondente al costo...
MONTE ARGENTARIO
Per il Comune di Monte Argentario, la “quadruplice” vittoria sancita dal Tar sui quattro pontilisti porterà in cassa anche un mini-tesoretto di 12mila euro, corrispondente al costo del giudizio: 3mila euro a testa di spese legali che verranno corrisposte da parte di ognuno dei quattro ormeggiatori al Comune del promontorio.
Il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli, da parte sua, esulta per entrambe le cose. In primis ovviamente per la vittoria incassata sul piano legale, ma in seconda battuta anche per il risarcimento delle spese di giudizio, che in tempi di vacche magre, per un Comune, non guastano.
«Sono molto contento e soddisfatto per questa sentenza del Tar - spiega lui - Questa decisione ci dà ragione in pieno su tutto quello che ho sostenuto quest’anno». Ovvero che i “vecchi” pontilisti hanno occupato l'ormeggio senza averne titolo, mentre il Comune agisce «in ossequio alla legge». Nel corso del burrascoso tragitto giuridico-amministrativo sugli ormeggi, che lui stesso ha seguito passo dopo passo anche incassando sconfitte, le quattro diverse sentenze «dimostrano in pieno - spiega Cerulli carte alla mano e facendo proprie le parole del tribunale amministrativo - che la posizione degli ormeggiatori è ormai diventata quella propria di un occupante abusivo». E che di conseguenza il percorso «da me intrapreso è volto alla restituzione del bene oggetto di concessione demaniale e occupato illegalmente».
Parole di soddisfazione a parte, sempre il sindaco approfitta dell'occasione anche per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. E punta dritto ad alcuni interlocutori, pur senza fare nomi e cognomi.
«Finalmente si è dimostrato - dice - come questi notabili esperti demaniali del territorio e questi giovani rampanti rappresentanti dell'imprenditoria locale abbiano tante chiacchiere da vendere ma siano di sostanza e fatti inesistenti».
Elisabetta Giorgi
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