«Bene i villaggi turistici se portano occupazione»
Il sindaco di Follonica Eleonora Baldi ai soci di Veliero e Maresì: «Voglio che siano imprese che creino lavoro e portino risorse al territorio»
FOLLONICA
Sì ad una impresa, no a un condominio turistico. È questa la chiave di volta della questione legata ai villaggi, ed entro metà febbraio o si arriverà all’accordo o si tornerà nelle aule dei tribunali.
Il sindaco Eleonora Baldi è chiaro: quello che chiede l’amministrazione alle cooperative proprietarie del Veliero e Mare Sì è che siano strutture imprenditoriali vere e proprie, che diano lavoro e creino un indotto importante e duraturo sul territorio.
L’esempio fatto dal primo cittadino follonichese è quello tra un villaggio e un condomino turistici. Il primo ha bisogno di servizi (dall’assistenza alle piscine sino all’animazione e via dicendo), l’altro invece non ha queste necessità e vive sul fai da te. E tutt’al più l’unica cosa che potrebbe essergli utile è qualcuno che si occupi del servizio di portineria. Il primo esempio porterebbe a Follonica circa 400mila presenze in un anno, con un incasso - qualora venisse introdotta la tassa di soggiorno - di consistenti somme di denaro anche per l’amministrazione. L’altro comporterebbe minori arrivi e minor guadagno per tutta la città. La replica alle dichiarazioni rilasciate da alcuni soci delle due cooperative porta il sindaco Baldi a fare delle precisazioni e stavolta le parole non mancano, anzi.
«Vorrei replicare a chi ha detto che noi non vogliamo creare occupazione», dice la Baldi. «Non è che un sindaco estroso si è svegliato una mattina e ha deciso di chiudere due villaggi. Ci tengo a precisare che la nostra volontà, quella che ci ha sempre guidato in questa esperienza, è che quella di far coincidere i piani urbanistici con la legge regionale in materia. Vogliamo che siano delle imprese che creino lavoro, non vogliamo scorciatoie né ammiccamenti. Altra cosa che mi preme sottolineare - prosegue il primo cittadino - è che ad aprile scorso, quando il Consiglio di Stato ha concesso la sospensiva al Veliero (sulla questione dell’immissione nel patrimonio comunale dell’intero bene per illeciti, ndr), la cooperativa avrebbe potuto riaprire ma non lo ha fatto per questioni interne (difficoltà con il vecchio gestore, ndr), ma il Comune in questa decisione non c’entra nulla. In quel caso l’amministrazione avrebbe solamente esercitato il suo compito di controllo, ma noi non possiamo censurare nessuno. Stessa cosa per il Mare Sì: il 28 novembre del 2010 la proprietà ci ha comunicato la chiusura della struttura per restauro e manutenzione, la decisione di non riaprire anche stavolta appartiene a loro. La nostra volontà non è di censurare le attività imprenditoriali. Al contrario, noi vogliamo l’impresa laddove è prevista».
Da quanto dichiarato in questi ultimi giorni dai soci delle due strutture, il nodo della questione dell’accordo con il Comune - a questo punto - girerebbe tutto intorno alla gestione che loro vorrebbero tenere per sé, mentre l’amministrazione chiede di affidarla a terzi.
Su questo punto il primo cittadino dà una risposta molto esaustiva. «Se nel loro statuto è prevista una gestione non mutualistica ma commerciale del villaggio turistico come prevista dalla legge allora potrebbero farlo. Ma devono adattare i loro atti laddove non l’abbiano già fatto. Quella che cerchiamo non è una soluzione - dice il sindaco Baldi - ma la soluzione ottimale”.
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