Il Tirreno

Grosseto

Al Consiglio di Stato si discute oggi il futuro dell'inceneritore

Alfredo Faetti
<strong>L’IMPIANTO.</strong> Scarlino Energia aspetta il verdetto
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L’IMPIANTO. Scarlino Energia aspetta il verdetto

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SCARLINO. È stata accolta come una tregua dopo giorni di vera crisi, ma oggi torna tutto in discussione. Questa mattina il Consiglio di Stato si riunirà per decidere sulla sospensiva all'inceneritore di Scarlino, che ha permesso la ripresa dell'attività dopo che il Tar ha annullato le autorizzazioni. Un appuntamento cruciale, soprattutto per i dipendenti dell'impianto, oltre che alla società stessa. Un bivio, da cui si diramano due strade opposte per il futuro di Scarlino Energia. Tutto dipende dalla decisione che uscirà questa mattina dalla camera di consiglio a Roma, dove alle 9 è in agenda l'udienza sulla sospensiva richiesta (con un ricorso) dalla società e concessa dal presidente del Consiglio di Stato, Luciano Barra Caracciolo, nei primi giorni di dicembre, quando ha messo "sottovuoto" la sentenza del Tar di Firenze sui ricorsi presentati dal Comune di Follonica e dai comitati ambientalisti, con cui sono state annullate la Via e l'Aia dell'impianto. Ergo: le autorizzazioni necessarie per poter bruciare il cdr. Giorni convulsi, quelli che sono seguiti alla decisione del giudice fiorentino, in cui si è discusso molto e soprattutto si è visto chiudere l'attività all'inceneritore, con la conseguente cassa integrazione per i suoi 60 dipendenti. Uno spettro che oggi torna ad aggirarsi tra i forni di Scarlino Energia. Infatti, se la camera di consiglio non concederà la sospensiva, l'attività tornerà a fermarsi. In caso contrario, com'è ovvio, proseguirà. Entrambi gli scenari resterebbero in vigore almeno fino all'udienza che si terrà sul merito del ricorso presentato dalla società e dalla Provincia. Per questa ancora una data non c'è (con i tempi si preannunciano lunghi). E' possibile che venga fuori proprio dall'appuntamento romano di questa mattina, da cui invece non uscirà immediatamente la decisione dei giudici. Infatti, il collegio dopo l'udienza si ritirerà in una stanza e a porte chiuse decreterà l'ordinanza, che sarà resa pubblica molto probabilmente mercoledì.  L'aspettative per stamani sono alte. «Lavoriamo con una pistola puntata alla testa» dice uno dei dipendenti di Scarlino Energia, alludendo all'incertezza circa il suo posto di lavoro. Proprio per la stessa incertezza sul proprio futuro, legato alla decisione che verrà presa dai giudici, anche la società ha dovuto mettere in stand by progetti e strategie industriali. Alla vigilia, comunque, nell'impianto del Casone di Scarlino si respira un cauto ottimismo. Del resto, la camera di consiglio dovrà partire, per prendere la sua decisione, da quanto stabilito dal presidente, che come detto a già concesso la sospensiva a dicembre, data la «non comprovata gravità dei danni ambientali e alla salute», come si è letto nelle motivazioni con cui ha ribaltato il parere del Tar. Per la cronaca, però, domani il presidente non sarà lo stesso Caracciolo ma Pier Giorgio Trovato. Altro sprizzo d'ottimismo i lavoratori lo hanno trovato prima di Natale direttamente dal presidente Leonardo Marras, che in quei giorni ha ricevuto una delegazione di dipendenti. A quanto pare, il numero uno di Palazzo Aldobrandeschi avrebbe espresso la massima fiducia nei confronti del ricorso che verrà discusso nel merito dai suoi avvocati.

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