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«Orari liberi, un'opportunità»
Guido Fiorini
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BONIFAZI. Alla Conad in occasione di una colletta alimentare con il direttore Paolo Degli Innocenti; a destra: un negozio affollato per i saldi Bonifazi: ho solo recepito una legge, non capisco tutto questo polverone
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GROSSETO. Discussioni inutili, c'è solo da rispettare la legge. Sul tema degli orari liberi nel commercio, introdotti dal decreto legge del governo Monti, stavolta interviene il sindaco Emilio Bonifazi. È stato lui a rompere gli indugi, la sera del 28 dicembre, e a firmare un'ordinanza che annulla tutte le precedenti e recepisce le nuove norme. Dopo è iniziato il dibattito e dopo è arrivata la circolare della giunta regionale che, di fatto, invita i Comuni a mantenere le ordinanze di disciplina degli orari. Lui, però, va per la propria strada e rimanda a Firenze i... consigli. «Non capisco tutto questo polverone. Io ho solo rispettato i tempi e recepito una legge. Non credo che un sindaco possa fare diversamente, andando a interpretare a proprio piacimento norme chiarissime. Capisco che qualcuno possa non essere d'accordo, ma non possiamo esporci a rischi di ricorsi e risarcimento danni. E poi via, siamo seri: la battaglia per le liberalizzazioni l'abbiamo fatta proprio noi del Pd, con Bersani. E ora che le abbiamo le contestiamo?» Rossi ha preso una posizione netta. Ma in consiglio regionale non tutto il Pd la vede allo stesso modo. «Ho letto con attenzione la circolare della Regione. Loro sostengono che la norma è di competenza regionale e non statale. Lo Stato, invece, ritiene di aver legiferato nell'ambito della concorrenza. Sarà la Corte Costituzionale a dirimere la questione, visto che c'è un ricorso. Ma, finché non lo farà, la legge dello Stato vale. Anche perché poi i magistrati è quella che applicano». In che senso? «Nel senso che se ci trovassimo con ricorsi e richieste danni, alla fine dovremmo pagare. E lo faremmo noi Comuni, non la Regione. Perché poi tutti parlano ma sono i fatti che contano. I nostri vigili in settembre hanno fatto i controlli e multato chi era aperto la terza domenica. Non potevano fare diversamente, c'era l'ordinanza, mica si muovono a richiesta. Ci sono cinquanta multe. E già abbiamo altrettanti ricorsi che, ovviamente, perderemo. Ma se ora imponessi a un supermercato di stare chiuso nonostante la legge e quello mi venisse a chiedere i danni pari all'incasso mancato? Chi pagherebbe? Il Comune, ovvio. No, non ce lo possiamo permettere». Sono ipotesi, però. «Mica tanto. Un altro esempio, in un campo diverso. Qui a Grosseto abbiamo avuto i casi delle Rta, negli anni scorsi. Noi ci siamo attenuti alla circolare regionale, ma poi la procura ha applicato le leggi nazionali. E hanno avuto ragione loro». Torniamo al commercio. Cosa succederà a Grosseto? «Ci saranno solo opportunità in più. Ma già qui gli orari erano molto liberi, i vincoli erano davvero pochi. Ci sono aziende che hanno annunciato assunzioni (la Conad, ndr) e altre che dovranno organizzarsi, ma credo che il settore ne avrà solo benefici. È chiaro che i commercianti dovranno dimostrare di essere anche autentici imprenditori, magari con forme vere di associazione. Per esempio la nascita del Centro Commerciale Naturale adesso dovrebbe avere un'accelerazione. Se ne parla da tempo, ma non vedo passi avanti. Anzi, mi pare che i negozianti siano molto divisi».
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