Il Tirreno

Grosseto

La città labronica dice basta ai non residenti. Con l’eccezione dei grossetani

Cremazione, una scelta a rischio Ma Livorno non chiude le porte

Francesca Ferri
<b>LA CASA DELL&#146;ADDIO </b>Il tempio della cremazione al cimitero dei Lupi a Livorno
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LA CASA DELL’ADDIO Il tempio della cremazione al cimitero dei Lupi a Livorno

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 GROSSETO. Il forno crematorio di Livorno dice stop alle cremazioni di salme che arrivano da fuori provincia, ma fa un'eccezione per i grossetani. A tranquillizzare i maremmani che hanno scelto di accomiatarsi così nell'ultimo viaggio è la stessa Socrem, la società proprietaria dell'impianto di cremazione nel cimitero dei Lupi a Livorno, per bocca del presidente, Giampaolo Berti.  «La sospensione in vigore dal 1º gennaio per le salme che arrivano da fuori riguarda solo Pisa; per la zona sud non cambia niente», spiega Berti.  Il timore di un blocco delle cremazioni dal Grossetano si era diffuso tra cittadini e operatori delle onoranze funebri che organizzano i trasporti fino a Livorno. Lo stop è stato deciso dopo che la chiusura del forno crematorio di Pisa ha dirottato negli ultimi quattro mesi tutte le richieste sulla struttura labronica raddoppiando il carico di lavoro e gravando fino all'inverosimile su personale e impianto. Che al posto delle normali 10-15 cremazioni al giorno si è ritrovato a dover soddisfare 30-35 richieste.  Da lì è partita la circolare a tutti gli operatori fiduciari o che hanno una convenzione per mettere a disposizione della clientela il servizio di trasporto fino a Livorno.  «Non cambia niente - spiegano dalla San Lorenzo Servizi - ma solo, eventualmente, che dobbiamo avvertire un po' prima». «Nessun problema per la nostra clientela e per tutti i soci Socrem della provincia», spiegano dalla Gabbrielli di Grosseto, fiduciario per la provincia insieme a Martellini di Bagno di Gavorrano, Zazzeri di Castiglione della Pescaia, Vanni-Terramoccia-Tosi e Cutolo di Follonica e Babbanini di Orbetello (dato aggiornato a marzo 2011). Ma anche per chi socio non è, ma vuole lo stesso esser cremato. «Continuiamo ad accettare anche chi, dalla provincia di Grosseto, non è socio - spiega Berti - naturalmente applicando l'intera tariffa ministeriale, senza gli sgravi previsti per chi, invece, si è iscritto per tempo e ha pagato annualmente la sua quota».  Per essere cremati, infatti, occorre l'autorizzazione dall'ufficiale di stato civile del Comune dove è avvenuto il decesso. Per ottenerla bisogna che, in vita, si sia espressa chiaramente la volontà di essere cremati e per farlo ci sono tre strade: fare testamento dal notaio, comunicarlo anche solo verbalmente al coniuge o ai familiari più prossimi - sperando che poi eseguano le volontà - oppure iscriversi a un'associazione che abbia tra i propri fini statutari la cremazione dei propri associati. Come la Socrem, ad esempio, che raccoglie in provincia centinaia di iscritti (450 solo a Grosseto), o la Socremar (100 iscritti).  Per rispettare la volontà di quei grossetani che scelgono la cremazione, ma non hanno a disposizione una struttura vicino casa, Livorno, dunque, rimane a disposizione.

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