Italia
Occhi puntati sulle quote regalo nella lista
La sorella detective che ha fatto scoprire il trucco
El. Gi.
◗
AGRIGENTO. La Valle dei Templi meta di un altro viaggio di nozze 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Attenzione alle quote viaggio delle liste di nozze. In alcune agenzie, infatti, pare una "distrazione" abbastanza in voga quella di ricevere sì soldi dagli amici e parenti degli sposi, ma senza comunicare il tutto in maniera esatta e "fiscalmente" certificata alla coppia di sposi, che alla fine faticano a ricostruire quanti soldi sono stati regalati loro dagli invitati. Casi del genere, in qualche occasione, sfociano in tribunale proprio perché l'unico modo per ricostruire l'importo versato in agenzia - secondo i legali degli sposini - è quello di arrivare al giudice perché attivi un accertamento giudiziale, e ricostruisca le somme. Magari contattando uno a uno tutti gli invitati, e rintracciando le persone fuori lista che hanno partecipato al regalo. C'è stato un caso, tuttavia, in cui una coppia ha scoperto la distrazione da sola - o meglio grazie all'aiuto di una suocera - Ed è successo in un'altra agenzia grossetana cui una coppia di fidanzati si era rivolta per fissare la luna di miele. Si sono sposati a fine ottobre 2010; destinazione del viaggio una crociera in Grecia, Sicilia, Turchia, Egitto. La coppia se n'è andata quindi in agenzia a prenotare il viaggio. In questo caso, a differenza dell'altro, non le è stato chiesto di pagarlo per intero e in anticipo. In compenso dovrebbe (e vorrebbe) solo essere informata nel dettaglio sui soldi versati dagli amici e dai parenti, sia per ringraziarli che per conteggiare con precisione (dopo aver saputo il totale) eventuali rimborsi dall'agenzia, o aggiunte da corrisponderle. Nei fatti, tuttavia, accade che l'agenzia stessa - ogni volta che riceve soldi per le quote regalo - rilasci sì regolare ricevuta agli amici degli sposi, ma comunichi a questi ultimi l'importo solo in via sommaria. Non dà loro alcuna fotocopia delle ricevute, mentre manda solo una mail con su scritto: "Oggi è passato "x" e ha lasciato 25, o 50 euro...". Così procede per un po' di giorni, con gli sposi che ricevono il tutto in perfetta buonafede. Ma l'iter si inceppa quando, racconta la sposa, «la madre del fidanzato di mia sorella va in agenzia e versa 500 euro. L'agente di viaggio ci spedisce una mail in cui scrive che l'importo versato era di 25 euro. Peccato che la mail è stata letta sia da me che da mia sorella, che sapeva benissimo quanti soldi erano stati dati da sua suocera.... Abbiamo quindi contattato l'agente e gli abbiamo detto che sapevamo come la somma versata fosse superiore... Lui si è scusato. Ha parlato di una svista nella scrittura, e ci ha mandato un'altra mail in cui ha aggiunto uno "zero" in fondo al 25: la somma, ha detto, era di 250 euro...». Poiché invece era di 500, la coppia è andata su tutte le furie e ha iniziato a dubitare (quantomeno) della prassi in uso nell'agenzia, ovvero quella di non presentare regolare giustificazione delle spese. «Può darsi che l'agente si sia sbagliato, per carità. Può anche trattarsi di errore umano, ma il dubbio resta. Ma poco dopo abbiamo scoperto che un nostro amico era andato a versare per due volte consecutive 100 euro, ma l'agente ci aveva comunicato solo una tranche da 100».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
