I precedenti. Il 28 dicembre 2010 fa la tragedia a Cinigiano in cui perse la vita un agricoltore
Una lunga scia di sangue negli ultimi tre anni
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INCIDENTI Soccorsi e accertamenti al termine di battute di caccia tragiche 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Sembra quasi inevitabile. Ogni stagione di caccia porta con sé il pagamento di un tributo di sangue. Incidenti più o meno gravi hanno costellato le pagine della cronaca. Feriti e purtroppo anche morti, in una scia che risale nel tempo. Due anni fa, esattamente lo stesso giorno, il 28 dicembre, Alessandro Sassetti, agricoltore di 61 anni, morì tra le braccia del figlio nel corso di una battuta al cinghiale nella zona del Montecucco, a Cinigiano, centrato all'addome da un colpo di fucile sparato accidentalmente da un amico. A Batignano, il 15 novembre dell'anno scorso, un cacciatore di 62 anni era invece rimasto ferito da un colpo di rimbalzo: lo sparo proveniva dall'arma del nipote. Tre giorni prima, nella zona di Piantaverna, un cacciatore di soli 37 era morto per un attacco cardiaco: il padre, che era con lui, non potè fare nulla. Nel 2009, il 17 gennaio, nelle campagne di Magliano in Toscana, un cacciatore di 36 anni era rimasto ferito alla spalla da un colpo (fortunatamente a salve) partito dal suo fucile, che portava a spalla e nel quale non aveva inserito la sicura. Ancora a dicembre, ma nel 2008, Emanuele Notari, 36 anni, operaio di un'azienda agricola, aveva perso la vita colpito da un palla asciutta che verosimilmente era rimbalzata su una roccia vicina allo Sbiado della Gobba, nei pressi di Pian d'Alma. Un colpo partito da un compagno di battuta che nell'estate dell'anno scorso aveva patteggiato la pena: entrambi si sarebbero spostati dalla posta. P.S.
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