Il Tirreno

Grosseto

Manifestazione colorata e pacifica nelle vie del centro cittadino

La Vico scende in piazza e porta 3700 firme al sindaco

<b>IN PIAZZA.</b> Alcuni momenti della manifestazione della Vico: c&#146;erano alunni e insegnanti. Incontrato anche il sindaco Bonifazi
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IN PIAZZA. Alcuni momenti della manifestazione della Vico: c’erano alunni e insegnanti. Incontrato anche il sindaco Bonifazi

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 GROSSETO. "Vico: una scuola, un quartiere, un cuore".  E' lo slogan dello striscione che ieri pomeriggio ha aperto la manifestazione di alunni, genitori e personale della scuola di viale Uranio, che da 15 giorni protesta per le scelte compiute con il piano di verticalizzazione. A far tornare la Vico sui suoi passi non sono bastate le rassicurazioni di Provincia e Comune.  La manifestazione, pacifica e colorata, è partita da piazza Rosselli alle 16 per chiudersi davanti al palazzo del Comune. Si erano aggregati, come previsto, anche insegnanti e genitori delle elementari di Barbanella, di via Monte Bianco, della Media Galilei. Qui il gruppone ha posato a terra gli striscioni e si è disposto a semicerchio, in attesa che il primo cittadino scendesse per un incontro. Bonifazi non si è fatto attendere. Ha prima ascoltato alcuni rappresentanti delle famiglie, poi ha incassato la petizione in cui si chiede di ritoccare il Piano (con 3.700 firme), infine ha invitato a salire tre insegnanti, promettendo loro che avrebbe ascoltato la proposta alternativa.  Per la cronaca, al centro della contesa, non c'è solo la Vico (con un serbatoio di elementari insufficiente) ma anche l'inserimento - contestato - della scuola primaria di via Monte Bianco nel futuro istituto comprensivo Galilei, con dentro le scuole di Scansano e Istia.  «Questo piano - ha ribadito Paola Sciocchetti, rappresentante dei genitori alla Vico - non corrisponde allo spirito della legge e deve essere rivisto tenendo conto di vicinanza territoriale, rispetto dei bacini d'utenza, numero di alunni. Altrimenti è una finta verticalizzazione».  Difficile, tuttavia, che possa essere rimesso in discussione da Comune e Provincia un risultato "esaltato" dalla quasi totalità dei dirigenti, alcuni dei quali si sono anche schierati pubblicamente a favore.

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