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POLEMICA POLITICA

E l'opposizione attacca «Un silenzio che fa male»

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 PORTO ERCOLE. Il gruppo misto di opposizione nel consiglio comunale di Monte Argentario, composto da Alleanza per l'Italia, Futuro e Libertà, Centro, Le Voci, ha tenuto ieri una conferenza stampa sulla direttiva Bolkestein e sull'assenza della giunta Cerulli dai luoghi dove si cerca di risolvere i problemi che la direttiva stessa pone a molte aziende della Maremma.  «In queste ultime settimane - dicono dal Gruppo misto - è emerso, con un molto vigore, il problema della direttiva Bolkestein e delle concessioni demaniali marittime. Si sono infatti succeduti vari incontri e iniziative tra sindaci dei Comuni costieri, associazioni di categoria e operatori del balneare per affrontare questo tema. Ne è scaturita una linea comune per far pressione sulle istituzioni parlamentari e governative al fine di scongiurare le gravi difficoltà in cui si potrebbe venire a trovare il settore balneare, una delle fonti di sviluppo legata all'economia del mare. Tra l'altro una delegazione di amministratori martedì prossimo incontrerà il presidente della Camera e il ministro del Turismo per esporre tali problematiche, anche perché entro fine anno l'Italia possa presentare le proprie osservazioni alla Commissione Europea». Osservano Sordini, Terramoccia, Palombo e Bagnoli: «In tutto questo quadro, i nostri amministratori sono assenti, disinteressati, silenti. Riteniamo quindi doveroso che anche dall'Argentario si levi una voce a difesa dell'imprenditoria locale e di un settore fatto da piccole e medie imprese, talvolta anche familiari, da tutelare e da valorizzare. Del resto anche un altro atto della commissione europea, la "Small Business Act", ha ribadito il principio del "pensare anzitutto in piccolo" nei processi decisionali e nella promozione delle pmi». I rappresentanti del gruppo misto hanno concluso ribadendo la necessità di un'azione legislativa da parte delle istituzioni italiane tesa a far chiarezza sul tema delle concessioni demaniali marittime, tenendo ben presente le caratteristiche di un tessuto economico fatto di piccole imprese da tutelare, la necessità di dare certezza sul più proficuo utilizzo delle aree in concessione e di dare sicurezza agli investimenti effettuati. (r.w.)

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