Il Tirreno

Grosseto

«I nostri sindaci ci aiutino»

Claudia della Verde
ULTIMA SPIAGGIA. Il titolare Adalberto Sabatini e lo storico stabilimento
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ULTIMA SPIAGGIA. Il titolare Adalberto Sabatini e lo storico stabilimento

Bolkenstein: le ansie e i timori del titolare dell'Ultima spiaggia

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CAPALBIO. «Il dubbio è un omaggio alla speranza». Questo è quello che aveva detto il poeta francese Isidore Lucien Ducasse intorno al 1870. Un pensiero che, comparato a quello dei tanti balneari coinvolti nella direttiva Bolkestein, sembra cadere a pennello per l'occasione. A parlare sono infatti loro, i piccoli imprenditori turistici che da anni vivono sulle spiagge della bassa Maremma, e ora assaliti da dubbi e incertezze nei confronti di un futuro ancora tutto da disegnare. Adalberto Sabatini, titolare dello stabilimento l'Ultima Spiaggia di Capalbio, non è solo una figura particolarmente rappresentativa della sua categoria ma anche il "portabandiera" della protesta. Nel 2012 il suo stabilimento balneare, uno tra i più noti della costa, compirà 25 anni. Partita come una scommessa, la sua azienda nasce da una cooperativa di otto soci per poi trasformarsi in una vera e propria società che, crescendo, ha dato lavoro a una trentina di persone. Ad oggi l'apprensione, mescolata alla speranza di poter uscire "bene" da questa posizione, è ancora molta. Tanta è la paura di perdere ciò su cui si è investito negli anni e in cui sono state riposte aspettative e sacrifici. «Questo lavoro è la nostra vita, il nostro futuro - racconta Sabatini - Cerchiamo di essere ottimisti. Io lo sono per natura, ancora abbiamo molto su cui lavorare ma il fatto di essere così uniti e che le istituzioni abbiano sposato la nostra causa ci fa essere propositivi». Il cosiddetto "accordo sei più sei" (legge del 2001 che dava ai balneari la concessione del suolo demaniale, rinnovabile di sei anni in sei anni) garantiva, oltre a un tono di imprenditorialità, il diritto di insistenza sul suolo demaniale; con la sua abolizione da parte del Senato, l'unica certezza rimasta è quella che porterà alla gestione delle spiagge fino alla data in cui la Bolkestein entrerà in vigore, nel 2015 quindi. Una "sicurezza" che porta con sé molti pensieri, ma che ha unito, sotto l'aspetto umano, i gestori, come conferma lo stesso Sabatini: «Nonostante tutto, questa situazione ci ha portato a supportarci e conoscerci reciprocamente. È sempre difficile essere solidali l'un l'altro quando le cose vanno bene, adesso abbiamo un obiettivo comune». In riferimento al fatto che in molti abbiano puntato ai "piani alti" della politica, protestando a Bruxelles o sotto i palazzi governativi della capitale, l'imprenditore aggiunge che «si è cercato di salire troppo, quando l'organizzazione deve partire dal basso. Ogni operatore balneare dovrebbe andare a bussare alla porta del proprio sindaco e cominciare da lì il suo percorso». A chi urla all'insurrezione Sabatini ammonisce: «muoversi con le istituzioni è la scelta migliore, per fare la guerra c'è tempo».

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