Il Tirreno

Grosseto

Opere difformi dal progetto In quattro sotto accusa

Opere difformi dal progetto In quattro sotto accusa

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MARINA DI GROSSETO. Tre fabbricati realizzati in difformità da quanto assentito, con opere edili comportanti la modifica della sagoma e del prospetto del fabbricato. Quattro imputati che dovranno comparire lunedì davanti al giudice Muscogiuri per rispondere dei presunti abusi riscontrati nel novembre 2009 in via del Navigatore, nei pressi del canale San Rocco.

Sono le linee portanti del processo per il quale il Comune di Grosseto intende costituirsi parte civile. Sotto accusa ci sono Giacomo Moradei, in qualità di presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa Acquamarina srl, proprietario del terreno, committente e titolare del permesso di costruire, nonché amministratore della Mededil Group srl, esecutore delle opere; Stefano Andrea Papi, vicepresidente della coop Acquamarina nonché amministratore della Mededil Group; Alessandro Papi, in qualità di consigliere della stessa coop Acquamarina; infine Gino Daviddi, imputato in qualità di direttore dei lavori. Secondo la Procura di via Monterosa, gli abusi sarebbero stati commessi in zona sottoposta a vincolo paesaggistico e considerata di notevole interesse pubblico; dunque, senza il nulla osta dell'autorità preposta al vincolo e senza il permesso di costruire o comunque in difformità dal permesso, questo risalente all'ottobre 2006.

È un elenco lunghissimo quelle delle difformità riscontrate dalla polizia giudiziaria, praticamente in ogni piano e su ogni facciata dei fabbricati: e talvolta non si tratta di aggiunte rispetto a quanto preventivato ma di qualcosa in meno. Nel fabbricato A, ad esempio, secondo la Procura, al piano terra sarebbero state realizzate verande di larghezza inferiore di un'ottantina di centimetri e non sarebebro state realizzate le porte finestre progettate (al loro posto una finestra o porte finestre di dimensioni minori). Le finestre dei bagni al primo piano sarebbero invece di dimensioni maggiori. Differenti sarebbero le misure delle finestre nel sottotetto. Mancherebbero poi dei muretti.

Al posto delle pensiline sarebbero state realizzate delle terrazze. Ci sarebbero delle difformità sia nei prospetti laterali sia in quello che si affaccia lungo il canale, sia nella corte interna. Similari le contestazioni relative al fabbricato B e a quello C: verande, finestre, porte finestre, muretti, coperture, pendenze, aperture punti luce, dimensioni maggiori, modifiche alla forma delle aperture ad arco. E ciò ancora nei piani terra, primo e sottotetto e in tutti i prospetti (in questo caso, per il fabbricato B ve n'è uno su via del Navigatore e per il fabbricato C uno sul fronte pineta).

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