È sempre più bufera su Teleradiocenter, proprietaria dellemittente
Sette dipendenti avviano la causa contro l'editore Piero Barbagli
Elisabetta Giorgi
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TELETIRRENO. La sede della tivù in via Giada 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Sette ex lavoratori di Teletirreno hanno deciso di passare alle vie legali: faranno causa a Teleradiocenter, la società cui ha fatto capo l'emittente televisiva maremmana, per difendere i propri diritti che ritengono lesi. La decisione è maturata in queste ore insieme al sindacato Cgil al quale si sono affidati dopo che l'editore Piero Barbagli ha licenziato, a settembre con decorrenza a novembre, tutti e 12 i giornalisti, impiegati e tecnici. Prima hanno impugnato i licenziamenti, ora passano alle vie di fatto. «Avevamo inoltrato una raccomandata per interrompere la prescrizione dei licenziamenti - spiega Lorenzo Centenari, segretario provinciale della Cgil - E non abbiamo più saputo niente. La proprietà non è tornata sui propri passi e nessuna novità è emersa poi. Per questo abbiamo deciso di andare a vie legali». L'incarico è stato affidato al legale della Cgil Paola Pippi, avvocato di diritto del lavoro. Intanto è sfumato l'incontro in Prefettura che avrebbe dovuto tenersi i prossimi giorni con l'editore Piero Barbagli, i lavoratori licenziati e il sindacato stesso. Al prefetto stesso Barbagli avrebbe riferito di non avere la necessità di incontrare il sindacato, in quanto secondo lui la situazione è già chiara e non vi sono soluzioni al licenziamento; sempre l'editore avrebbe detto di aver parlato coi dipendenti e che la nuova società, tra l'altro non sua ma della figlia Alessandra, è partita con risorse limitate. Insomma. È ormai chiaro come Piero Barbagli abbia disertato il secondo importante appuntamento istituzionale al quale era stato chiamato per rendere conto del trattamento inflitto ai lavoratori; trattamento giudicato pesantemente antisindacale dalla Cgil e dagli stessi dipendenti licenziati, ai quali non è stato concessa alcuna possibilità di dialogo sul proprio passato o sul proprio futuro. Il primo incontro "disertato" da Piero Barbagli era stato il 15 novembre. A convocarlo, in quell'occasione, era stato l'assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini, che lo aveva convocato a Firenze per poi trovarsi "snobbato" perché lui non si era presentato. Già allora Simoncini aveva bollato il mancato incontro come un atto con «pochissimi precedenti nella storia della Regione e tale da manifestare un'assoluta mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni, tanto più grave in chi opera nel campo dell'informazione». Un episodio che a questo punto non è rimasto più isolato ma ha fatto da precedente.
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