Il Tirreno

Grosseto

La banca vanta un credito di tre milioni e 700mila euro

Ex Mabro, Mps contro il concordato Allarme di sindacati e istituzioni

Fra.Go.
<b>MABRO</b> Lo stabilimento di via Senese e il sindaco Emilio Bonifazi
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MABRO Lo stabilimento di via Senese e il sindaco Emilio Bonifazi

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 GROSSETO. Ora la sorte di Royal Tuscany è nelle mani del giudice. Giovedì 15 è fissata l'udienza per l'omologa del concordato della società, ma dopo il "non voto", è arrivata anche l'opposizione del Monte dei Paschi. In ballo c'è l'intero importo del mutuo ipotecario: 3,7 milioni di euro.  Una mossa, che ha spiazzato non soltanto i sindacati, ma anche il sindaco Bonifazi. «Il Monte dei Paschi ha sempre dimostrato disponibilità con il territorio - dice il sindaco Emilio Bonifazi - ma questa decisione inficia il lavoro che abbiamo fatto fino ad ora». Non è una presa di posizione campata in aria, quella di Bonifazi. La banca infatti, ha partecipato e vinto l'appalto per la gestione della tesoreria comunale. È solo un esempio, del legame con il territorio. Ma la presa di posizione nei confronti di Royal Tuscany rischia di far saltare tutti i piani di salvataggio della Mabro.  I sindacati, lo dicono forte e chiaro. «La prima conseguenza del fallimento del concordato - scrivono le segreterie dei tessili di Cgil, Cisl e Uil - significherà il licenziamento dei 24 lavoratori che sono ancora in forza alla Royal Tuscany Fashion group e attualmente in affitto di ramo di azienda presso la società Abbigliamento Grosseto». Ventiquattro dipendenti che sanno, dall'inizio di questa vicenda e dal passaggio di proprietà tra Mabro spa e Abbigliamento grosseto, di avere questa spada di Damocle sulla loro testa. Ma non è questa l'unica conseguenza possibile al fallimento di Royal. «Esiste il serio e concreto pericolo di scatenare un effetto domino che coinvolgerebbe tutti i lavoratori di Abbigliamento Grosseto - dicono ancora i sindacati - pertanto chiediamo che problemi finanziari che ritenevamo ormai risolti non irrompano nella vita dei lavoratori già da tempo provati da una situazione lavorativa ed economica al limite».  Ieri in fabbrica, la notizia dell'opposizione della banca al concordato non ha scatenato le reazioni dei lavoratori, che stanno prendendo tempo per capire bene la situazione. Una situazione che ora, il commissario sta cercando di ricomporre, per arrivare appunto all'omologa del 15 dicembre. «Faremo una verifica anche noi - dice Emilio Bonifazi - perché abbiamo fatto tanti sforzi per tenere in piedi quest'azienda e non possiamo più permettere che il passato rappresenti sempre una minaccia nella vita dei lavoratori».  I sindacati richiamano anche l'attenzione sul momento critico che la Maremma sta vivendo. «Chiunque ha il dovere di collaborare con il territorio, evitando impatti sociali che potrebbero risultare devastanti per i lavoratori e per il territorio stesso - aggiungono - e quindi invitiamo le parti sia economiche che politiche a non lasciare nulla di intentato e che si operino per una positiva soluzione della vicenda».

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