Il Tirreno

Grosseto

"Massi" cuor di leone, a trentuno anni fermato dalla leucemia

Paola Villani
<strong>LA TRAGEDIA.</strong> Massimiliano Saitta e lo striscione realizzato dai tifosi dell’hockey ed esposto due settimane fa alla partita
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LA TRAGEDIA. Massimiliano Saitta e lo striscione realizzato dai tifosi dell’hockey ed esposto due settimane fa alla partita

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FOLLONICA. Quel cuore battagliero ha smesso di battere. Non ci sono parole per descrivere la tristezza e la rabbia che ieri mattina hanno invaso Follonica: Massimiliano Saitta, Massi come lo chiamavano tutti, è morto a soli 31 anni all'ospedale di Pisa colpito da un male che purtroppo stavolta è stato più forte di lui. Era talmente innamorato della vita da rimanerci attaccato fino all'ultimo respiro.

Massimiliano ha combattuto la sua ultima battaglia contro la leucemia da eroe, fino alla fine, fino all'addio. Proprio quel male che lo aveva colpito alcuni anni fa ma che era riuscito a sconfiggere si è ripresentato nelle settimane scorse e stavolta purtroppo se l'è portato via, lasciando un vuoto immenso nel cuore di tutti quelli che gli volevano bene.

I due fratelli, Michael 16 anni e Alessandro 28, i genitori, i parenti, i vigili del fuoco, suoi compagni di lavoro, gli amici dell'hockey, e gli amici di sempre, ieri hanno dovuto fare i conti con una tragedia che ha sconvolto veramente tutta la città del Golfo.  Perché Massi sapeva farsi voler bene, la sua risata era così contagiosa da non lasciare nessuno immune.  Massi era un pompiere, prestava da qualche anno servizio temporaneo al comando follonichese, in attesa di salire in graduatoria ed entrare definitivamente nel corpo.

Quando però indossava quella divisa per andare a soccorrere qualcuno, per fare qualche intervento diventava serio e professionale, mettendoci l'anima in un lavoro spesso non facile, come faceva in ogni aspetto della sua vita.  Così quel sorriso se n'è andato, quella maledetta malattia si è portata via prima Camelia, la piccola di due anni e mezzo scomparsa a luglio di quest'anno, e adesso Massi, e la frase ricorrente nella città del Golfo ieri era: «non è giusto». 

Anche la mamma di Camelia lo conosceva: « 'Notte amico mio, il pensiero va a te prima di addormentarmi stasera», scriveva giovedì sera nel suo profilo Facebook «e la preghiera di stasera al mio angelo eccezione dalla regola sarà solo per te e spero che il mio piccolo angelo veglierà su di te, perchè chi meglio di lei può capire quello che tu passi in questi giorni, fatti forza, anche te mi dicevi uguale quando eravamo nei momenti difficili». Era diventato zio da pochissimi giorni, il 21 novembre è nata una bellissima bambina figlia del fratello e della sua compagna, ma Massi non l'ha potuta conoscere: la vita che si scontra con la morte in un continuo alternarsi di gioie immense e immensi dolori. 

Stamani la salma di Massi arriverà a Follonica e dalle 11.30 i follonichesi potranno andarlo a salutare nella camera ardente allestita alla pista di pattinaggio di via Etruria. I funerali saranno celebrati domani alle 14 nella chiesa di San Leopoldo. Poi il feretro lascerà Follonica, per Livorno, dove Massi sarà cremato. La famiglia ha chiesto che non siano portati fiori, ma donazioni per la ricerca.

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