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Il guru del vino nei guai per un abuso
Alfredo Faetti
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STOP AI LAVORI Il cantiere e Vittorio Moretti La forestale contesta a Vittorio Moretti la realizzazione di una strada
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MASSA MARITTIMA. Nella terra maremmana di un guru del vino come Vittorio Moretti spunta un'abuso edilizio. Riguarda la realizzazione di una nuova cisterna, a cui occorreva una strada per far passare i mezzi. Ora i lavori sono sospesi, ma dall'azienda non ci stanno: «Ha sbagliato il Comune di Massa Marittima», sostengono. L'autorizzazione per eseguire i lavori, del resto, alla società agricola Petra srl è stata rilasciata. «L'abbiamo in mano» spiegano da Suvereto. E' quella la sede che Moretti ha scelto per lanciare la sua avventura "rossa". Il colore qui non ha niente a che fare con la politica, ma soltanto con il vino. L'imprenditore toscano di nascita e milanese di formazione infatti è diventato un nome importante nel campo enologico con la sua azienda Bellavista, fondata nel 1977, uno dei centri gravitazionali della Franciacorta. La passione spumantistica lo porterà ad aprire altre cantine nel bresciano, fino al'97, quando Moretti guarda in Maremma per avventurarsi con il Sangiovese, fondando la Petra srl a San Lorenzo, località di Suvereto. Dalle vigne toscane sono quattro i prodotti che prendono vita: l'Ebo, il Petra, il Quercegobbe e lo Zingari, più un pregiato olio d'oliva extravergine. Insomma, a partire dalla fine degli anni '90 Moretti punta forte anche in Maremma e acquista sempre più appezzamenti in cui poter coltivare la propria uva. Uno di questi spicchi di terra si trova a Montebamboli, una località di Massa Marittima, proprio al confine tra le province di Grosseto e Livorno. Ed è lì, sulla cime di quella collina, che è spuntato l'abuso edilizio. «Si è creata una situazione inaspettata» dicono dall'azienda. Infatti, durante un sopralluogo da parte del corpo forestale sono state rilevate delle irregolarità, che hanno fatto scattare un'ordinanza del Comune che di fatto blocca i lavori. Nel documento viene spiegato che si tratta di «uno sbancamento con relativa piattaforma di cemento armato in area boscata e una porzione di nuova strada con sterri e riporti in un terreno agricolo soggetto a vincolo idrogeologico». Si tratta di una cisterna per l'irrigazione. «Quando acquistammo l'appezzamento - spiegano dalla Petra - c'era una vecchia cisterna che riforniva di acqua le varie proprietà. Moretti decise di costruirne una nuova, spostando la sua posizione. L'intenzione era quella di realizzarne una nuova in grado di rifornire anche le altre proprietà nella parte alta di Montebamboli». In questo senso, «abbiamo chiesto l'autorizzazione al Comune e quando ci è stata rilasciata siamo partiti con i lavori». Poi l'arrivo della forestale, il risconto di una irregolarità e lo stop ai lavori. «Il problema - continuano dall'azienda - è stata la realizzazione di una strada in grado di far scorrere il camion che avrebbe dovuto portare l'acqua alla cisterna». Questa via sarebbe passata attraverso una scia di bosco, vincolato da limiti paesaggistici. Qui nasce il qui pro quo. «Nell'autorizzazione che ci ha lasciato il Comune non c'è traccia di questa scia. In buona fede, non c'è dubbio, ma le planimetrie che ci sono state consegnate sono sbagliate. Tant'è che non ci è stato chiesto neanche il vincolo paesaggistico». Tra l'altro, alla Petra hanno spiegato che se avessero chiesto l'autorizzazione per realizzare una strada, non ci sarebbero stati problemi nel rilasciarla. «Ma a noi non l'ha detto nessuno».
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