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«Cento posti con la geotermia»
Fiora Bonelli
L'Enel agli ambientalisti che contestano Bagnore: «Porterà lavoro»
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BAGNORE. Cento occupati e 140 milioni di investimenti: sono quelli che arriveranno da subito, in Amiata, con la costruzione del nuovo impianto geotermico di Bagnore. A parlare di una geotermia pulita e volano di sviluppo del territorio è Enel Green Power, promettendo benefiche ricadute anche a chi, come i Comitati ambientalisti, contestano duramente la scelta di una nuova centrale. Gli ambientalisti, per il territorio amiatino, invocano il principio di precauzione e sostenibilità. Ma secondo Enel la geotermia è pienamente sostenibile e l'occasione per il grande salto che l'Amiata attende. «I fatti - spiega Enel Green Power - confermano la geotermia come una risorsa rinnovabile che si pone come patrimonio energetico, culturale e turistico dell'Italia e costituisce un'eccellenza che Enel Green Power esporta in tutto il pianeta con una leadership indiscussa a livello internazionale» (in foto l'impianto di Bagnore). I 33 impianti a sfruttamento geotermico sono una risorsa rinnovabile che produce elettricità per il 25% della Toscana; una risorsa che scoperta a Larderello all'inizio del secolo scorso è oggi un patrimonio di grandissima rilevanza. Su questa base Enel Green Power specifica che in Toscana sono state eseguite «opere di ambientalizzazione grazie alle quali dal 1996 a oggi, a fronte del raddoppio della produzione, si è registrata una riduzione delle emissioni di oltre l'80%. Si tratta peraltro di gas naturali che sono parte intrinseca della geotermia, come dimostra il fatto che nessuno dei 526 impianti geotermici nel mondo è a emissioni zero. A questo proposito, si rammenta, Enel Green Power ha brevettato una tecnologia tutta italiana, Amis (Abbattimento Mercurio e Idrogeno Solforato) che è stato installato in 23 impianti toscani e che consente di abbattere l'emissione di gas con efficienze superiori al 90%». «In Toscana, oltre a produrre 5,2 miliardi di kwh annui per un risparmio di 3,5 milioni di tonnellate equivalenti di CO2 e 1,1 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, Enel Green Power svolge un ruolo importante per gli usi plurimi con 61 impianti di cessione calore che garantiscono il teleriscaldamento a 8.000 utenze domestiche e a 286 ettari di serre, consentendo uno sviluppo industriale altrimenti non perseguibile in quei territori. La geotermia è una filiera rinnovabile interamente italiana il cui know how - dalla ricerca alla perforazione fino alla produzione - è completamente integrato con significative ricadute economiche, occupazionali, sociali e turistiche nei territori geotermici». E anche per l'Amiata si pensa a un quadro con ricadute economiche e occupazionali notevoli (che finora non si sono viste) per il territorio: «Il piano di sviluppo geotermico sull'Amiata potrebbe dare ulteriore impulso al settore. Enel Green Power ha già chiuso PC2 (Piacastagnaio), costruendo il termodotto per garantire calore a Floramiata e alla zona di Casa del Corto, e sta procedendo al riefficientamento della rete di interconnessione e degli impianti geotermici di Pc3, Pc4 e Pc5. Novanta milioni di euro di investimento con significative ricadute sul tessuto imprenditoriale locale. Sarà riqualificata anche l'area di Pc2 dove sorgerà la nuova sede dell'Area geotermica di Piancastagnaio. La costruzione di Bagnore 4, nel Comune di Santa Fiora, può essere un punto di svolta per lo sviluppo amiatino e per il tessuto economico locale». Una volta concluso l'iter autorizzativo, dunque, Enel Green Power comincerà la costruzione del nuovo impianto geotermico che comporterà un impegno forte nella montagna soprattutto dal punto di vista occupazionale, se le promesse di Enel Green Power avranno seguito. «Investimenti - specifica Enel - per 140 milioni di euro ed oltre 100 occupati tra addetti diretti e indiretti. Complessivamente, dal 2012 al 2016 Enel Green Power ha in programma 600 milioni di euro di investimento per lo sviluppo geotermico e 100 assunzioni nel prossimo triennio. Più altri investimenti per impianti misti geotermia-biomasse previsti per PC3».
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