Il presidio
Legambiente tuona contro l'Ato «Questi rincari sono un raggiro»
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GROSSETO. Legambiente tuona contro la decisione dell'Ato 6 di regolamentare le tariffe dell'acqua con la vecchia normativa modulata con il calcolo del 7 per cento della tariffa e parla, senza mezzi termini, di «raggiri». La decisione, spiega l'associazione, «non rispetta l'esito referendario e la decisione di 27 milioni di italiani di eliminare il balzello del 7 per cento per la copertura dei costi del capitale investito». «Siamo convinti che non abbia alcun senso non rispettare l'esito dettato dal referendum abrogativo - spiega Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente - che è stato molto chiaro nel determinare le politiche da seguire nell'ambito idrico. L'acqua come bene comune non può essere soltanto rispettata a parole ma ci deve essere un'azione concreta che fa seguito in modo diretto ai risultati referendari. Occorre garantire l'abbattimento delle perdite di rete, la qualità dell'acqua potabile e tutte le azioni per realizzare un servizio idrico che sia davvero pubblico e dalla parte dei cittadini. Allo stesso tempo occorre garantire che il 7 per cento della tariffa venga eliminato».
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