Il caso Falzea riapre la vecchia vicenda del Peep Fosso dei Molini
Uno spettro sul Municipio «9 milioni di danno erariale»
Enrico Pizzi
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GROSSETO. Un'interrogazione del consigliere comunale del Pdl Fabrizio Rossi riporta alla ribalta il caso di Bruno Falzea, il grossetano che da quasi 20 anni lotta per avere diritto alla proprietà della casa che ha acquistato e pagato nell'area Peep del Fosso dei Molini. Poco più di un anno fa Falzea ha inviato alla procura della Corte dei conti un esposto in cui ipotizza un danno erariale di oltre 9 milioni e 250mila euro provocato da presunti inadempimenti del Comune di Grosseto. La storia è particolare e si intreccia con il fallimento della ditta Biemme Costruzioni concessionaria del lotto di edilizia economica e popolare in cui aveva acquistato la propria abitazione Falzea. La concessione in diritto di superficie del terreno su cui realizzare 16 alloggi risale al gennaio del 1990 ed è dell'anno successivo, a settembre, la stipula della convenzione tra il Comune e Biemme Costruzioni. Poche settimane dopo Falzea e Biemme Costruzioni avevano stipulato il preliminare di compravendita. L'impresa edile, però, non ha mai presentato alcuna garanzia fideiussoria, prevista invece dalla convenzione, e il Comune non ha mai esercitato il proprio diritto a risolvere l'atto di concessione, con conseguente estinzione del diritto di superficie, né ha mai preteso il pagamento delle penali previste per i ritardi nella consegna degli alloggi e per il discostamento che, secondo Falzea, ci sarebbe stato e non sarebbe stato regolare, dei prezzi di vendita da quelli stabiliti nella convenzione. Mentre tra il 1994 e il 1995 quasi tutti gli acquirenti hanno stipulato i contratti definitivi, Falzea ha avviato un contenzioso legale con l'impresa costruttrice. Otto anni dopo, nel 2002, quando è stato dichiarato il fallimento della Biemme Costruzioni, il contenzioso non si era ancora concluso, con la conseguenza che Falzea non ha mai stipulato il contratto definitivo e l'appartamento è transitato in mano alla curatela del fallimento. Il timore è che, come è avvenuto in altri casi, l'immobile vada all'asta per soddisfare i creditori. Il tutto, sostiene Falzea nell'esposto, si sarebbe potuto evitare se il Comune, a suo tempo, avesse chiesto alla ditta un'adeguata fideiussione o, in mancanza, avesse annullato la concessione. Falzea nel 2010 non solo ha chiesto al Comune i danni, ma ha presentato un esposto alla Corte dei conti calcolando, solo per quanto lo riguarda, in oltre 823mila euro il danno erariale che sarebbe stato provocato dalle varie amministrazioni che si sono succedute a Grosseto in questi anni e che non hanno preteso il pagamento delle penali previste dalla convenzione stessa. Un danno erariale che, calcolato per tutti e 16 gli acquirenti, sarebbe, secondo Falzea, di oltre 9 milioni e 250mila euro. L'esposto, se dovesse andare avanti e dovesse essere verificato - dice il consigliere del Pdl Rossi - metterebbe in grave pericolo il Comune di Grosseto. Ed è per questo che Rossi chiede al sindaco quali iniziative intenda assumere per definire il contenzioso con Falzea e come intenda affrontare eventuali casi analoghi per tutelare i cittadini che acquistano un'abitazione in area Peep.
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