Il Tirreno

Grosseto

La preside contro «No alla scissione, sì al comprensivo»

 Fiora Bonelli

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ARCIDOSSO. Che Arcidosso, Castel del Piano e Seggiano formino un unico grande Istituto Comprensivo. L'auspicio arriva dalla dirigente scolastica del Comprensivo di Arcidosso Patrizia Matini, dopo che i venti di razionalizzazione scolastica nel versante grossetano del Monte Amiata modificheranno, dal prossimo anno, la scacchiera delle scuole dei comprensivi degli otto comuni dell'Unione. Una manovra che ha sollevato diverse reazioni avverse di docenti, genitori e politici, specialmente per l'accorpamento di Seggiano (ora nel comprensivo di Arcidosso), a Castel del Piano.  Seggiano, la scuola "senza zaino", metodo Montessori. Ma anche salvagente per garantire l'autonomia del Comprensivo di Castel del Piano. «Condivido in pieno quanto espresso dai docenti di Arcidosso - spiega la dirigente - dei quali ammiro il coraggio per essersi esposti in prima persona. Questo conferisce loro il diritto di essere ascoltati e coinvolti dalle istituzioni prima di prendere decisioni che potrebbero rivelarsi quantomeno avventate. Esprimo, inoltre, forti perplessità e riserve su quanto proposto dagli enti istituzionali del territorio amiatino che prevedono la scissione del plesso di Seggiano dall'Istituto comprensivo di Arcidosso. Questo comporterebbe gravi conseguenze sul servizio scolastico: la mancata iscrizione degli alunni di Seggiano alla scuola secondaria di primo grado di Arcidosso provocherebbe, in pochi anni, l'impossibilità di sdoppiare le classi, con gravi ripercussioni sul piano didattico e occupazionale. Aumentare il numero degli alunni per ciascuna classe significherebbe compromettere le attività progettuali della scuola e, in particolare, la sperimentazione musicale che coinvolge numerosi alunni sia di Arcidosso che di Seggiano».  Problemi in vista anche per l'occupazione. «Vi sarebbero gravi contrazioni di organico - mette in guardia la dirigente - con la perdita di posti di lavoro. Guardo con molta attenzione e grandi aspettative al riordino del territorio con la costituzione dell'Unione dei Comuni e apprezzo che, finalmente, si cominci a ragionare in una logica di sistema che cerca di ottimizzare le risorse ed i servizi, migliorando la qualità di vita dei cittadini. Mi auguro che questo processo innovativo investa anche la scuola: agli operatori scolastici non interessa dove viene ubicata la dirigenza scolastica, ma preme invece che ai loro alunni sia garantita un'offerta formativa di qualità».  Questa la sua proposta: «Penso che Arcidosso debba seguire Seggiano - spiega - perché il loro percorso scolastico possa continuare e rafforzarsi e dare vita, con Castel del Piano, ad un'autonomia più forte e qualificata e che possa mantenersi stabile nel tempo. Spero che la nostra "montanità" non debba essere sempre vissuta in termini riduttivi, perché noi operatori scolastici vogliamo uscire dalla logica del campanile guardando non solo e sempre ciò che ci divide ma anche, e soprattutto, quel che ci unisce».

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