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Una folla commossa ai funerali del dirigente morto nello scontro con l’auto
Oltre mille persone salutano Bernacchi La maglia della squadra regalata al figlio
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IL FUNERALE. La bara del dirigente portata a spalla dai suoi compagni di squadra1 MINUTI DI LETTURA
MONTEMERANO. La maglia della sua squadra, il Montemerano, non è stata messa sulla bara del dirigente morto a quarant'anni dopo lo scontro con l'auto. No. È stata donata alla sua compagna, che tra qualche anno, quando il suo bambino, quello appena nato, sarà grande, la indosserà. C'erano più di mille persone, ieri, al funerale di Guido Bernacchi. C'era un paese intero, ancora sotto choc, c'era la famiglia, babbo Giuseppe e mamma Anna, che sono rientrati in fretta e furia da una crociera sul Mediterraneo e c'erano gli amici. Gli sportivi. La sua squadra, che ieri all'uscita della messa celebrata da don Roberto, ha preso il feretro e lo ha portato a spalle fino al cimitero del piccolo borgo medievale, ha voluto regalare a Guido, e alla sua famiglia, anche un ricordo commosso. Quello di un amico, che lavorava con Bernacchi e che ha preso quella maglia con il nome di Guido e il numero 4, l'ha aperta davanti a tutti, dopo essere salito sulla balaustra del camposanto, e ha condiviso, con chi era lì, l'ultimo ricordo. Quello di un foglietto lasciato sulla scrivania, in azienda, scritto dalla figlia mediana: «Sei il miglior babbo e il miglior architetto del mondo».
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