Il Tirreno

Grosseto

OBIETTIVI DEL WORKSHOP

Recuperare i paesaggi per coltivare la biodiversità

Renzo Wongher
<b>BIODIVERSIT&Agrave;.</b> Il workshop
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BIODIVERSITÀ. Il workshop

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 PORTO S.STEFANO. Conservazione e recupero dei paesaggi agricoli residuali; mantenimento di stazioni e siti di nidificazione di colonie di uccelli marini; mantenimento degli habitat aperti e delle specie vegetali rare o endemiche. Sono questi gli obiettivi fino al 2020 indicati al termine dell'8º workshop Monte Argentario organizzato, con il supporto dell'amministrazione comunale, dalla Regione Toscana - assessorato ambiente ed energia, settore tutela e valorizzazione delle risorse ambientali.  La Regione, nell'ambito della redazione del Piano d'Azione Regionale per la Biodiversità, progetto che sta portando avanti dal 2008 con il Wwf Italia attraverso una specifica convenzione, ai fini della definizione delle azioni per la tutela di specie e habitat di particolare interesse, sta organizzando una serie di incontri tematici con i portatori d'interesse economici, sociali e istituzionali l'ottavo dei quali è stato, per l'appunto, quello svoltosi a Porto S.Stefano.  I lavori hanno avuto lo scopo di portare a conoscenza del pubblico quanto viene previsto dal Piano d'azione della Regione Toscana per la biodiversità sul promontorio Argentario. Il piano prevede la protezione della tipica vegetazione mediterranea, dei rilievi calcarei e carsici, delle specie floreali e di tutti quegli elementi che è difficile riscontrare altrove. Il convegno è stato aperto dai saluti del sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli e dell'assessore ai lavori pubblici, Fabrizio Arienti. Sono seguiti gli interventi relativi a genesi, contesto e struttura del Piano d'Azione regionale 2012/2020 per la biodiversità e al set di azioni per il "target 15». Come tutte le iniziative a sfondo ambientale anche il piano della Regione per la biodiversità riconosce che l'Argentario è caratterizzato da alti valori naturalistici e paesaggistici ma anche da forti pressioni antropiche. A questo punto la gente si chiede: E allora? Chiudiamo i cancelli?  Il piano risponde a queste, forse ingenue domande, con quegli obiettivi operativi e anche con alcuni obiettivi aggiuntivi: la conservazione delle specie animali e vegetali endemiche, rare e vulnerabili; la conservazione e recupero della naturalità e integrità degli isolotti satelliti; la conservazione dei relittuali habitat forestali. Il Piano considera come pressioni attuali e minacce future. Tra le 11 voci in cui si articola questo paragrafo ne citiamo tre molto significative: opere marittime portuali; turismo nautico; opere per i trasporti.

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