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Politici, parlamentari e sindaci: i grossetani osservano dai quotidiani
Francesca Ferri
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IL PRESIDENTE Marras ieri con Verzichelli e il giornalista D’OnofrioUno studio analizza come i cittadini si informano e quali sono i protagonisti del dibattito sui giornali
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GROSSETO. Politici giovani, un po' protagonisti, e cittadini lettori di quotidiani e divoratori di notizie sul web. Il termometro della cultura politica e della maturità sociale dei cittadini in provincia di Grosseto indica uno stato di salute in ripresa e speranze per il futuro. Il dato emerge dallo studio "Cultura politica, capitale sociale e consumo dei media nella provincia di Grosseto" presentato ieri alla Fondazione Il Sole dal presedente della Provincia Leonardo Marras e realizzato dal Laboratorio di analisi politiche e sociali del Centro di ricerca sul cambiamento politico dell'Università di Siena, curato dal professor Luca Verzichelli, preside della facoltà di Scienze politiche, con Chiara Toniato.
La ricerca, effettuata fra il 2010 e il 2011 con interviste a un campione di 806 persone, fa un affresco della classe dirigente e del suo rapporto con l'opinione pubblica ricavato dal consumo di informazione. «È una ricerca esplorativa - spiega il professor Verzichelli - che da un lato fa un rilevamento sulla scala del potere in provincia, prendendo in considerazione i personaggi che emergono dal dibattito giornalistico. Dall'altro sonda l'opinione pubblica». In tutto sono 53 i "detentori di potere" in provincia (sindaci, parlamentari, rappresentanti di sindacati e associazioni); tra i politici sono numerose le donne (20 per cento) e i giovani (il 53,7 per cento è sotto i 50 anni). Fino al 2009 si osserva un calo di partecipazione politica dei cittadini, ma dal 2010 il trend si è invertito. Sul piano differenziazione politica rimangono stabili le vecchie aree elettorali con comportamenti politici diversi: le "rosse" colline metallifere, l'area grossetana più sensibile al cambiamento, il sud della provincia, più orientato a destra e dove è più alto l'astensionismo. «Grosseto - spiega Verzichelli - rimane una provincia con molte identità, senza un centro forte». Quanto al consumo di media Grosseto conserva le caratteristiche di una provincia dove acquisto e lettura di quotidiani sono sotto la media nazionale.
Il 25,9 per cento degli intervistati dichiara che i quotidiani sono la principale fonte di informazione e, tra quelli locali, il giornale più letto dal campione intervistato risulta Il Tirreno (49 per cento), seguito da La Nazione (21,4) e dal Corriere di Maremma (10,3). Il 16,2 per cento non legge giornali locali. «Dall'altro lato - aggiunge il professore - c'è anche un largo consumo di nuovi media, addirittura più alto che a Siena». Ad esempio il sito della Provincia, che offre un'aggiornata rassegna stampa, è la principale fonte di informazione per il 15 per cento dei cittadini. La ricerca ha evidenziato che c'è una certa attenzione tra i cittadini verso i politici più giovani, Marras in testa. Ancora più interessanti sono le risposte alle domande sulle priorità dell'agenda politica nei prossimi anni.
Oltre il 60 per cento degli intervistati ritiene primario completare una moderna rete viaria con l'autostrada e il raddoppio della Grosseto-Siena, poi realizzare infrastrutture per il turismo (59,6 per cento) e sostenere l'industria agroalimentare (47,3). «La priorità meno rilevante è lo sviluppo dell'università e della cultura (42) che può essere letto come il tentativo di chiedere istituzioni culturali più pragmatiche».
La ricerca, effettuata fra il 2010 e il 2011 con interviste a un campione di 806 persone, fa un affresco della classe dirigente e del suo rapporto con l'opinione pubblica ricavato dal consumo di informazione. «È una ricerca esplorativa - spiega il professor Verzichelli - che da un lato fa un rilevamento sulla scala del potere in provincia, prendendo in considerazione i personaggi che emergono dal dibattito giornalistico. Dall'altro sonda l'opinione pubblica». In tutto sono 53 i "detentori di potere" in provincia (sindaci, parlamentari, rappresentanti di sindacati e associazioni); tra i politici sono numerose le donne (20 per cento) e i giovani (il 53,7 per cento è sotto i 50 anni). Fino al 2009 si osserva un calo di partecipazione politica dei cittadini, ma dal 2010 il trend si è invertito. Sul piano differenziazione politica rimangono stabili le vecchie aree elettorali con comportamenti politici diversi: le "rosse" colline metallifere, l'area grossetana più sensibile al cambiamento, il sud della provincia, più orientato a destra e dove è più alto l'astensionismo. «Grosseto - spiega Verzichelli - rimane una provincia con molte identità, senza un centro forte». Quanto al consumo di media Grosseto conserva le caratteristiche di una provincia dove acquisto e lettura di quotidiani sono sotto la media nazionale.
Il 25,9 per cento degli intervistati dichiara che i quotidiani sono la principale fonte di informazione e, tra quelli locali, il giornale più letto dal campione intervistato risulta Il Tirreno (49 per cento), seguito da La Nazione (21,4) e dal Corriere di Maremma (10,3). Il 16,2 per cento non legge giornali locali. «Dall'altro lato - aggiunge il professore - c'è anche un largo consumo di nuovi media, addirittura più alto che a Siena». Ad esempio il sito della Provincia, che offre un'aggiornata rassegna stampa, è la principale fonte di informazione per il 15 per cento dei cittadini. La ricerca ha evidenziato che c'è una certa attenzione tra i cittadini verso i politici più giovani, Marras in testa. Ancora più interessanti sono le risposte alle domande sulle priorità dell'agenda politica nei prossimi anni.
Oltre il 60 per cento degli intervistati ritiene primario completare una moderna rete viaria con l'autostrada e il raddoppio della Grosseto-Siena, poi realizzare infrastrutture per il turismo (59,6 per cento) e sostenere l'industria agroalimentare (47,3). «La priorità meno rilevante è lo sviluppo dell'università e della cultura (42) che può essere letto come il tentativo di chiedere istituzioni culturali più pragmatiche».
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