Il Tirreno

Grosseto

I lavoratori si costituiscono parte lesa Legacoop chiede certezze

Al.Fae.

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   SCARLINO. Le rsu di Scarlino Energia sono pronte a costituirsi parte lesa in questa vicenda e per questo danno «mandato alle segreterie provinciali di coinvolgere i sindacati confederali per una gestione collegiale della vertenza», chiedendo anche incontri con «ampia delegazione di lavoratori del polo chimico» insieme al Comune di Follonica, Scarlino e Provincia.  In un documento inviato a tutti i soggetti in campo, dalla società agli enti pubblici, ci sono la rabbia, le preoccupazioni e le richieste dei 65 dipendenti dell'inceneritore. È firmato da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem, le rsu di Scarlino Energia, ed è nato dall'assemblea di lunedì mattina, servita «a fare il punto sulla situazione a seguito della sentenza del Tar, che ha annullato le autorizzazioni», che secondo loro «non può essere considerata una vittoria da nessuno», viste le ricadute occupazionali che avrà la vicenda. «La programmazione industriale non può essere determinata dai ricorsi dei Comitati, o dai rappresentanti istituzionali che assumono atteggiamenti personalistici». Le rsu hanno preso atto sia delle parole dell'azienda sia di quelle di Marras e ad entrambi chiedono «uno sforzo per contenere al minimo le conseguenze di questa situazione che portrebbe mettere a rischio la continuità degli altri stabilimenti (Solmine e Tioxide)». In questo senso, sollecitano l'azienda «a ridurre al minimo le ore di cassa integrazione sfruttando le competenze interne per seguire l'evolversi del ricorso, delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, oltre al processo necessario nell'impianto di trattamento delle acque». Allo sesso modo, spingono la Provincia «a velocizzare al massimo il ricorso in Consiglio di Stato» e ad «attivare le procedure corrette per la Via e l'Aia».  La situazione «è motivo di seria preoccupazione» anche il presidente di Legacoop Antonio Terribile, «perché per un verso i primi a pagare sono gli incolpevoli lavoratori, mentre dall'altro questo passo falso rischia di generare ritardi a catena nell'attuazione del Piano provinciale dei rifiuti».  La sua speranza «è che il Consiglio di Stato conceda in la sospensiva, e riformi la sentenza. Anche nel caso malaugurato in cui questo non avvenisse, tuttavia, sarebbe possibile sanare i vizi procedurali contestati e dare finalmente certezza di prospettive all'impianto di Scarlino Energia».

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