Il Tirreno

Grosseto

Citerni e Buzzetti sulle 1500 firme pro registro raccolte dall’Arci

Unioni civili, Sel all'attacco «I cittadini vanno ascoltati»

<strong>SEL </strong>il capogruppo in consiglio comunale Cristina Citerni
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SEL il capogruppo in consiglio comunale Cristina Citerni

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GROSSETO. Il gruppo consiliare di Sel rompe il silenzio sul registro delle unioni civili e interviene dopo la consegna al sindaco e al presidente del consiglio comunale della petizione con cui oltre 1500 grossetani ne chiedono l'istituzione. «Siamo rimasti in silenzio - scrivono Cristina Citerni e Davide Buzzetti - per allontanare da noi ogni ipotesi di uso strumentale di questo argomento». «Un argomento troppo importante per diventare oggetto di scambio politico. Abbiamo lasciato che parlassero i cittadini». E per Sel con la petizione lo hanno fatto, in modo chiaro. «Il mondo dell'associazionismo e non quello chiuso nelle segreterie dei partiti ha dimostrato quanto il tema dei diritti civili sia forte e vivo nella nostra città - osservano Citerni e Buzzetti - e ora sentiamo di avere il diritto di commentare l'accaduto. Spiace che il sindaco sottovaluti l'importanza di una petizione sottoscritta da un numero così elevato di cittadini che, lo ricordiamo, sono i suoi elettori, affermando che le firme raccolte sono un numero trascurabile rispetto al totale dei residenti». Sel ricorda che anche per altri istituti di democrazia diretta (come la richiesta di referendum) il numero di firme richiesto è una frazione molto ridotta dell'elettorato «eppure nessuno se non Berlusconi si è mai permesso di affermare l'irrilevanza di tali istituti».  Citerni e Buzzetti si chiedono inoltre «cosa c'è di strumentale nel rispettare un impegno assunto col nostro elettorato (il registro delle unioni civili era uno degli assi portanti del programma elettorale della Citerni candidata sindaco, ndc.). Forse avremmo dovuto cercare accordi sotterranei per non far esplodere le contraddizioni all'interno della maggioranza? O non è forse più strumentale respingere una legittima istanza che viene dalla società civile solo perché a proporla è una forza di opposizione?». Da qui l'appello alla maggioranza: «Le forze politiche che governano la città ci hanno risposto con una serie variegata di alibi di ogni tipo, che spaziano dalla strumentalizzazione all'inutilità, dallo scarso interesse dei cittadini per la questione alla sacralità della famiglia. Ci auguriamo che ora rispondano in altro modo ai cittadini che li hanno votati». (s.l.)

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