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Da domani non si lavora Cassa integrazione e altre aziende in pericolo
Alfredo Faetti
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TIOXIDE (a sinistra) è tra le aziende della piana. Sopra, operai nella fabbrica3 MINUTI DI LETTURA
SCARLINO. Da domani impianto chiuso e tutti in cassa integrazione, annuncia Scarlino Energia. La sentenza del Tar apre dunque uno scenario inquietante. E non solo per i dipendenti dell'inceneritore, ma per tutti quelli dell'area industriale fra Scarlino e Follonica. Per i primi la cassa integrazione è certezza immediata, dato che i forni verrano spenti subito. Per tutti gli altri invece - e si sta parlando di centinaia di persone - il timore riguarda la conseguenza di un altro annuncio arrivato ieri sera dalla stessa Scarlino Energia. Che, come si legge nella nota diramata dall'ufficio stampa, sempre a partire da domani interrompera anche l'attività di depurazione delle acque dei cicli industriali, fondamentale per le altre aziende del polo del Casone. Un pauroso effetto domino, che di fatto fa scattare l'allarme rosso nella Piana. La nota diffusa ieri pomeriggio dalla società presieduta da Moreno Periccioli ha messo le cose in chiaro su quale sarà l'immediato futuro dell'impianto. «Nella mattinata, i vertici aziendali di Scarlino Energia hanno incontrato le Rsu informandole delle conseguenze delle sentenze del Tar e della conseguente sospensione di tutte le attività industriali anticipando che nei prossimi giorni sarà avviata la procedura di Cassa integrazione per un periodo non inferiore a 90 giorni, necessario a ottenere il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva». Allo stesso modo, la società ha comunicato di iniziare i lavori per la messa in sicurezza dell'impianto e per tutti gli altri interventi necessari. Ma a scuotere la zona del Casone è la seconda parte della nota, in cui la società comunica che «da lunedì (domani, ndc) verrà sospesa anche l'attività del depuratore comprensoriale che tratta le acque provenienti dal sistema delle barriere idrauliche delle bonifiche della falda». Scarlino Energia infatti gestisce l'impianto di depurazione delle acque dei cicli industriali di Hunstman Tioxide e Nuova Solmine, interessando anche Syndial. Un'attività fondamentale per la produzione di queste aziende, che adesso vedono il rischio di intaccarre in grossi problemi. «L'azienda - continua la nota - ha informato le altre aziende del Casone (Solmine, Syndial) del fatto che dal prossimo lunedì il depuratore non potrà ricevere i reflui provenienti dai siti industriali». Si è discusso molto nella giornata di ieri al Casone. Rappresentanti delle società, sindacati e lavoratori: tutti a capire quale destino li attende. «Si leggeva chiaramente lo sconforto nelle facce dei dipendenti» dice Fabio Della Spora, rappresentate Cisl. «Lunedì mattina ci sarà una riunione con tutti i lavoratori e cercheremo di capire cosa fare» spiega. È prematuro dichiarare lo stato di agitazione: i sindacati aspettano le reazioni del mondo politico ed economico locale, nella speranza che nei prossimi giorni qualcosa cambi. Ciò che fa paura è la possibilità che anche le altre aziende dabbano interrompere la propria attività. Il che significherebbe altri lavoratori in cassa integrazione. Ma ci sono anche altri aspetti: ad esempio gli investimenti annunciati dalla Tioxide sull'impianto scarlinese, che adesso potrebbero andare in stand by. Al momento, comunque, di sicuro c'è la sorte dei dipendenti di Scarlino Energia. Della Spora non entra nel merito della vicenda, limitandosi a dire che «tutti i ricorsi fatti contro l'inceneriotre si sono basati su aspetti burocratici, mai sull'impatto ambientale». Però riporta il pensiero dei lavoratori, dicendo che «sono passati 15 anni da quando è partita la voce di un inceneritore: in un modo o nell'altro, serviva una decisione definitiva già da tempo». E pensare che soltanto tre giorni fa i vertici societari avevano fatto intuire un certo entusiasmo nell'azienda, anticipando la possibilità di altri investimenti, convinti che li aspettasse un periodo di tranquilla produttività. Poi è arrivata la sentenza del Tar e con lei la paura per il proprio posto.
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