Il presidio
Non si spegne il dibattito sulla centrale
Bianchini all'attacco: «Per la geotermia serve il referendum»
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ARCIDOSSO. Ora, per la questione geotermia, c'è chi chiede il referendum. La richiesta arriva da Marcello Bianchini della lista Poche Chiacchiere. «Molti elementi che vengono dispersi in aria dalle emissioni delle centrali fanno male alla salute - spiega - dunque l'energia geotermica non è pulita e non è nemmeno rinnovabile perché altrimenti Enel spa non avrebbe bisogno di fare altre ricerche». Però produrre più energia è indispensabile. Analizzando la scacchiera di opinioni sul tema Bianchini dice che «in Amiata vi sono due partiti contrapposti e ideologizzati: quello del "sì" a prescindere (sostenuto dal prevalente numero degli amministratori e dalla Regione); quello del "no" a tutti i costi (sostenuto dagli ambientalisti)». Dal canto suo Bianchini cosa propone? «Procedere pure a nuove ricerche e a nuovi impianti, ma a certe condizioni». La prima è creare un'attività di controllo costituita da professionisti locali che possano avere accesso agli impianti in ogni momento. Sono gli enti locali e la Regione «a dover imporre a Enel (che fino ad ora ha opposto irremovibile rifiuto) l'accettazione di una autorità di controllo locale. E infine il referendum: «Un problema di tale portata che tocca la vita di migliaia di persone per generazioni, deve essere oggetto di un referendum. Chi si oppone, va additato come demagogo e imbroglione, se non come commerciante di principi e idee». (f.b.)
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