Il Tirreno

Grosseto

Lettera alle istituzioni sul piano regolatore

Gli imprenditori chiedono garanzie per il settore nautica

Renzo Wongher

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 PORTO SANTO STEFANO. L'opposizione si fa sempre più pressante. Un'opposizione che non rimane solo nell'ambito del consiglio comunale e in alcune formazioni politiche, ma anche nel mondo imprenditoriale. Oggi, Luca Ceccobao, assessore alle Infrastrutture della Regione, Leonardo Marras presidente della Provincia, Arturo Cerulli sindaco, giunta e consiglieri riceveranno una lettera sulle concessioni demaniali nella quale leggeranno intanto una premessa riguardante la firma avvenuta il 31 gennaio 2011 di un protocollo d'intesa tra la Regione, il Comune di Monte Argentario e la Provincia, con il quale «le parti si impegnarono a fornire il supporto necessario per una verifica della coerenza normativa degli atti che il Comune doveva assumere sulle concessioni». Dopo la premessa ecco la prima argomentazione: «Vista la temporaneità della norma e considerato l'impegno preso dalla Provincia e dalla Regione a vigilare e a stimolare l'operato del Comune di Monte Argentario nella pronta definizione dei Piani regolatori portuali di Porto Santo Stefano e Porto Ercole», i firmatari della lettera si dicono "preoccupati". Di che si preoccupa il mondo dell'imprenditoria locale? Si preoccupa per la mancanza di sostanziali novità inerenti le procedure di approvazione degli strumenti di pianificazione territoriale che, secondo gli scriventi: «sono gli unici atti che garantiscono attraverso norme chiare, legalità e sviluppo nell'economia del mare (nautica, pesca, turismo); cosa che ha già messo in pericolo in passato, ma che potrebbe portare in un prossimo futuro (a scadenza delle norma di salvaguardia) al blocco del diporto e della nautica sociale, con conseguenze devastanti per l'economia e con ripercussioni gravissime sulla collettività».  Non sono soltanto preoccupati i rappresentanti provinciali degli artigiani, dei piccoli imprenditori dell'Argentario, di Confindustria. Ma dicono anche di sentirsi «logorati dall'incertezza che non permette alle loro aziende, una normale attività, né tanto meno un minimo di pianificazione degli investimenti, anche in risorse umane, prerequisiti fondamentali per l'ammodernamento delle infrastrutture e dei servizi».  Gabriele Fusini, Mauro Ciani, Mario Salvestroni, Maurizio Manno, concludono il loro scritto chiedendo alle istituzioni coinvolte, un incontro pubblico o una risposta esauriente al fine di: «informare le attività imprenditoriali e i cittadini, sull'avanzamento dei piani regolatori e sulle misure intraprese per vigilare e stimolare l'attività del Comune; richiamando tutte le istituzioni agli impegni presi un anno fa, quando evitando la paralisi del settore nautico, motore economico del promontorio, dimostrarono coesione e senso di responsabilità».

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