Il Tirreno

Grosseto

LE SQUADRE / BANDITELLA

Ottanta iscritti, una sola passione: «Diamo anche un servizio»

<b>CACCIATORI. </b>Con i loro cani (foto d&#146;archivio)
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CACCIATORI. Con i loro cani (foto d’archivio)

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 ALBERESE. La squadra dei cinghialai di Banditella ha sempre partecipato (classificandosi nei primi posti) alle precedenti edizioni del nostro referendum per incoronare il miglior cacciatore della Maremma. In passato è stata protagonista sulle pagine de Il Tirreno con Claudio Veronesi, Ido Cipriani, Santi Cognate, Gianluca Minori. Cacciatori, quelli della Banditella, rispettosi delle regole e dotati di autoironia. Il gruppo ruota intorno alla famiglia Santi. Marino è il capocaccia, Giorgio una delle migliori poste. E poi ancora Antonio Cazziolato (il capocanaio); Paolo Viti, capace di affinare il talento di Romeo. In totale gli iscritti sono un'ottantina. Le battute si svolgono nella zona di banditella, all'Argentiera, Poggio Macchiese, Poggio Predoni, boschi dove i cinghiali - pare strano - non hanno un'elevata densità. "Abbiamo il parco della Maremma vicino - spiega Santi - e non è vantaggio, come qualcuno potrebbe pensare".  Nel corso dell'intervista ai cinghialai della Banditella emergono anche altre lamentele: "Noi cacciatori del cinghiale siamo diventati davvero una categoria bistrattata. Ora vogliono darci la colpa dell'incremento dei cinghiali. Non so altrove ma qui è esattamente l'opposto. Tutti abbiamo interesse ad aumentare il numero degli abbattimenti. Il problema dei danni è legato alla proliferazione nelle aree in cui la caccia non è permessa, nelle riserve, nei parchi. Diciamolo chiaramente". Infine gli aneddoti. Qui una volta Marino Santi è riuscito, con una sola palla, ad abbattere due animali. Non capita tutti i giorni.

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