Il Tirreno

Grosseto

Tribunale. Chiuso il processo alla banda che portava via le vetture lasciate in sosta con le chiavi inserite

Maxicondanna per i furti di auto

<b>CARABINIERI</b> Indagini del 2010
◗
CARABINIERI Indagini del 2010

Dieci anni a un pluripregiudicato: unico beneficio lo sconto del rito

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. Maxicondanna a 10 anni per uno dei tre autori dei furti di auto lasciate in sosta con le chiavi inserite, che l'anno scorso furono catturati grazie a una sorta di "trappola" fatta scattare dai carabinieri tra il Tribunale e via dei Mille. Antonio Esposito, 50 anni, di Napoli, non solo è stato condannato a 10 anni (e 400 euro di multa) con l'applicazione dello sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato (altrimenti la pena sarebbe stata di 15 anni - 3 anni di pena base per ciascuno dei tre furti più la recidiva pari a due terzi) ma è stato anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, è stato interdetto legalmente e gli è stata sospesa la postestà genitoriale durante quel periodo; infine, è stato dichiarato delinquente abituale, con l'assegnazione a una colonia agricola o a una casa di lavoro per almeno due anni.  Molto più mite la pena per Antonio Pandolfo, 45 anni, anche lui originario di Napoli: 2 anni e 800 euro, con sospensione della sola pena detentiva (ancora rito abbreviato).  Così ha deciso il giudice Muscogiuri, chiudendo il fascicolo sulla banda che si era specializzata nei furti "al volo"; il terzo imputato, Vincenzo Starita, 36 anni, aveva già patteggiato 2 anni e 650 mila euro.  Secondo il giudice, per Esposito «la futura ricaduta nel delitto, e in particolare nei reati contro il patrimonio, costituisce una vera e propria certezza», considerando anche la «disinvoltura, risolutezza, pervicacia e padronanza della tecnica criminosa che hanno contraddistinto le condotte illecite«, visto anche «il reiterato esercizio di una tecnica di furto concorsuale solida e professionale nonché logisticamente raffinata e soggettivamente articolata al punto da costituire palese espressione di un vero e proprio abito professionale». Starita aveva avuto il ruolo di «compagno nella materiale esecuzione della condotta criminosa» e Pandolfo era «principalmente preposto ad assicurare agli altri la base logistica e ogni altro supporto».  L'accusa era di aver rubato una Bmw 320 Touring (21 novembre 2010) posteggiata in via dei Mille con le chiavi inserite (dentro una fotocamera e attrezzature da ciclismo - Esposito guidava e Starita lo aiutava a uscire dal parcheggio); di aver rubato una Audi A3 con abiti e accessori (6 novembre, sempre in via dei Mille, stesse modalità) e infine una Bmw 330 (18 ottobre).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web