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«Trenitalia soffre di schizofrenia»

«Trenitalia soffre di schizofrenia»

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 GROSSETO. «L'elemento costante che contraddistingue da diversi anni la situazione dei collegamenti ferroviari del capoluogo maremmano è l'aleatorietà». Interviene così Luca Bernazzani (foto), professore all'Università di Pisa e pendolare, sullo spettro dei tagli alle tratte ferroviarie maremmane. Bernazzani è un pendolare.  «La politica di Trenitalia negli ultimi anni è diventata incerta e contraddittoria. Si introducono nuove tipologie di treni (intercity, eurocity, intercity night...) che promettono collegamenti più rapidi sulla lunga percorrenza, mentre il traffico dei regionali appare sempre più trascurato con tempi di percorrenza che non calano neppure di un minuto, ma talvolta sono più lunghi di 20 anni fa». Bernazzani la definisce "schizofrenia". «Prima c'erano gli intercity, poi è arrivata la stagione degli eurostar per tornare agli intercity, poi in parte sostituiti da intercity veloci, per poi passare agli Eurostar city (la situazione attuale) e ora si tenta di trasformare progressivamente gli Eurostar city in Eurostar fast. Qualcuno potrebbe pensare che si tratti semplicemente di un cambio di denominazione, ma le implicazioni per Grosseto sono tutt'altro che irrilevanti». Secondo il docente, inoltre, «il modo in cui Trenitalia tenta di attuare i suoi colpi di mano sono a dir poco pirateschi: anche in questa occasione (non è la prima volta) le reali intenzioni di Trenitalia sono state svelate solo attraverso un collage di pezzi di informazione, indiscrezioni, indizi raccolti da noi pendolari e che hanno costretto Trenitalia ad ammettere, con malcelata irritazione, quello che bolliva in pentola. La dirigenza di Trenitalia non mostra alcun rispetto per la propria clientela, ma cerca di mettere tutti davanti al fatto compiuto. Mi risulta perfino che sia in atto una caccia alle streghe per scoprire se le informazioni che abbiamo avuto l'ardire di svelare vengono da fughe di notizie dall'interno: davvero bell'esempio di come si deve gestire un servizio pubblico. La cosa più grave però è che non solo noi come utenti privati, ma neppure le istituzioni pubbliche vengano consultate. Non esiste un tavolo di confronto ufficiale e neppure una controparte ufficiale a cui le istituzioni possano rivolgersi per avere informazioni certe. Fa forse eccezione la Regione a cui Trenitalia non può rispondere picche visto che è uno dei suoi finanziatori, ma è chiaro che Trenitalia informa le controparti istituzionali solo di quello che gli fa comodo».

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