Il Tirreno

Grosseto

Massa Marittima. È figlia di rifugiati politici scappati dalla Libia

Sorrisi al battesimo di Joy Anna raggio di sole dopo la tempesta

<b>CERIMONIA</b> Joy Anna tra le braccia della madre con il padre Emmanuel A sinistra la piccola folla radunata nella chiesa di Sant&#146;Agostino durante il rito celebrato dal parroco don Andrea
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CERIMONIA Joy Anna tra le braccia della madre con il padre Emmanuel A sinistra la piccola folla radunata nella chiesa di Sant’Agostino durante il rito celebrato dal parroco don Andrea

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 MASSA MARITTIMA. Ha fatto il suo ingresso in chiesa tra le braccia della mamma, vestita con una minuscola tutina bianca, e ha dormito tutto il tempo. Aveva il parroco, alcuni massetani e molti altri rifugiati politici ospiti in Maremma, come i suoi genitori. Tutti ad applaudire il battesimo della piccola Joy Anna. La sua nascita è arrivata come un raggio di sole dopo tanta tempesta. Ha il sangue dell'Africa che le scorre nelle vene, pulsante dal cuore più profondo della Nigeria, dove sono nati Emmanuel, il padre, e Kemi, la madre.  Nel suo grembo ha attraversato guerre, mari e terre straniere. E' figlia di rifugiati politici, fuggiti dalla guerra in Libia e arrivati in Maremma, passando per Lampedusa, all'interno del piano d'accoglienza della Regione Toscana. Ma è nata in Italia, all'ospedale di Grosseto ad ottobre, e i suoi genitori hanno seguito i riti del paese che li ha ospitati. Hanno organizzato la cerimonia con cura e sobrietà, aprendo le porte a tutta la comunità. Mamma Kemi, 29 anni, era molto emozionata ieri all'ingresso della chiesa di Sant'Agostino. Chiusa nella sua giacca color oro e il suo maglione nero a collo alto, ha avvolto la piccola Joy Anna in una coperta bianca e azzurra, da cui uscivano soltanto i piccoli riccioli neri. Accanto aveva babbo Emmanuel, 30 anni, con gli occhiali da sole e il giubbotto giallo. Insieme hanno percorso la chiesa, dove ad attenderli c'era don Andrea con tutti gli attrezzi del mestiere. C'erano anche Mike, il padrino del suo battesimo, e Modupe, la madrina. Erano in tanti ieri. C'erano massetani, come Luciano Fedeli, presidente della Società della Salute, soggetto di riferimento dell'accoglienza che ha seguito Mike dal primo giorno in cui è arrivata. Ma c'erano soprattutto gli altri rifugiati ospiti del territorio maremmano, tanto a Massa Marittima (come i genitori di Joy Anna) che a Grosseto. Pakistani, nigeriani, tunisini: tutti fuggiti dalla Libia, dove avevano il loro lavoro e la loro vita. Lei, Joy Anna, la piccola protagonista, è arrivata dormendo e così ha proseguito. Non si è svegliata quando don Andrea le ha bagnato la fronte e neanche al lungo applauso che ne è seguito. Quella minuscola cittadina del mondo non si è resa conto di tutta la speranza che ha trasmesso ai presenti, sin dall'inizio. Era il 15 ottobre quando a Kemi, ospite al Rifugio Sant'Anna, iniziarono le doglie.  La ragazza venne trasferita immediatamente all'ospedale Misericordia di Grosseto, dove Joy Anna ha salutato il mondo per la prima volta. Poi il ritorno al Rifugio e l'inizio dei preparativi per quella vita agli arbori. Ieri il battesimo, dove i genitori hanno invitato tutti a vedere come la speranza possa avere la meglio su tutto, anche sulla guerra.

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