Italia
Ormeggi abusivi rimasti in porto Il nuovo filone della Procura
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CAOS PONTILI. Gli ormeggi2 MINUTI DI LETTURA
PORTO SANTO STEFANO. Le bocche sono cucite. Dell'indagine che la guardia di finanza sta svolgendo per conto della procura sugli ormeggi all'Argentario si sa poco o nulla. Non si vuol dire, tranne che «sono stati acquisiti nuovi documenti». Sulle gare d'appalto, questa volta, che sono state bandite dopo la bufera di qualche mese fa. Quello che forse ancora non torna è che gli ormeggi siano stati appaltati di nuovo, appunto, così come sono. E probabilmente, su quelle nuove concessioni, la procura vorrà vederci chiaro. Nessuna conferma, ma i documenti che sono stati portati via mercoledì mattina dal Comune riguarderebbero appunto due lotti appaltati. Il dubbio della procura sempre riguardare, questa volta, proprio i pontili e non solo le concessioni. Quegli ormeggi, sarebbero dovuti essere rimossi perché abusivi. E invece, sono rimasti tal quali a quando le fiamme gialle su ordine del pm misero sotto sequestro gli ormeggi. Dopo il dissequestro, almeno nella geografia demaniale argentarina, nulla è cambiato. Sono cambiati i nomi di chi di fatto quei pontili li gestirà. Ma le opere, quelle ritenute abusive, sono rimaste al loro posto. E a confondere ancora più le acque sono arrivate anche le sospensive da parte del tar, sopsensive che hanno riguardato appunto la richiesta inoltrata dagli ex titolari degli ormeggi. I filoni dell'indagine quindi, a questo punto, sembrano diversi. E difficili anche per chi quelle carte le sta leggendo da mesi. Ci sarebbero gli abusi ediliz non sanabili, ci sarebbe la nuova norma di salvaguardia da spulciare, per capire se appunto è stata scritta applicando alla lettera quello che vuole la normativa. Potrebbero esserci quindi altri avvisi di garanzia e altri colpi di scena. Intanto, quello che sembra chiaro, è che il lavoro della procura sta andando avanti. Come quello del tar, che nel merito, dovrebbe decidere a giorni.
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