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L’INTERVENTO

Il presidente del Fiora si arroga compiti che non gli spettano

Gabriella Cerchiai   Cittadinanzattiva   Grosseto
Il presidente del Fiora si arroga compiti che non gli spettano

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In riferimento alle dichiarazioni del Presidente di Acquedotto del Fiora Spa, Claudio Ceroni, recentemente uscite sul Tirreno, certo non ci aspettavamo che il presidente di una Spa accogliesse con favore l'esito referendario che abroga una norma che permette alle società di gestione, e quindi anche all'Acquedotto del Fiora, "l'adeguatezza della remunerazione del capitale investito", attualmente valutato al 7 per cento, indipendentemente dalla capacità di gestire il servizio. 

I cittadini, con il voto referendario, hanno detto chiaramente di non essere più disposti ad accettare tale norma. Niente di strano che alle imprese, e quindi anche al Presidente Ceroni, ciò non piaccia. Quello che invece è strano è che sia lui ad arrogarsi il diritto di dire se e come dovranno cambiare le tariffe, dato che fino a prova contraria le tariffe le determinano le Autorità di Ambito, create apposta per regolare - o dovremmo dire, per tentare di regolare - l'operato del gestore. 

Ricordiamo, inoltre, che da uno studio di Cittadinanzattiva risulta che nel 2009 la provincia di Grosseto è al settimo posto in Italia per le tariffe più care: in compenso ha il 56 per cento di perdite in rete, le più alte della Toscana.  Le parole di Ceroni ci sembrano allora uno scomposto sconfinamento in competenze altrui.  È pur vero che l'esito referendario fa fatica a trovare la sua applicazione, gli interessi in campo sono molto forti, ma la voce dei "referendari" non è affatto flebile e se le istituzioni non intendessero far rispettare la volontà dei cittadini, c'è già chi sta lavorando per garantire questo diritto. 

Infine, rispetto alla preoccupazione che esprime Claudio Ceroni in merito alla possibile perdita di posti di lavoro, ricordiamo che anche una gestione pubblica ha bisogno di maestranze e competenze, che è interesse della collettività mantenere sul territorio e non delocalizzare, come invece sta facendo l'Acquedotto del Fiora Spa con la società Ingegnerie Toscane srl.

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