Il Tirreno

Grosseto

Unione, bagarre in consiglio

<strong>MASSA. </strong>Bufera in consiglio comunale
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MASSA. Bufera in consiglio comunale

L'opposizione esce, poi rientra, ma chiede un nuovo voto

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MASSA MARITTIMA. «Un talk show di basso livello» lo ha definito il repubblicano Luca Santini. Ieri, nel consiglio comunale in cui lo statuto dell'Unione dei Comuni è stato soffertamente approvato, è successo di tutto. Le opposizioni hanno abbandonato la sala subito dopo l'appello, in modo da non far raggiungere il numero legale per convalidare la seduta.  La maggioranza si è subito mossa per chiamare la cavalleria, in modo da sopperire ai posti mancanti. Una volta raggiunto nuovamente il numero legale, le opposizioni sono tornate sui loro passi. «Una totale mancanza di coerenza e di rispetto verso il Comune di Massa Marittima» ha detto l'assessore Luciano Fedeli. 

Confusione, tanta, aria tesa e parole grosse: nessuno si aspettava ieri mattina che le cose andassero così. Queste sedute dovevano essere un passaggio più burocratico che altro, necessario per portare l'iter a completamento (che prevede una prima votazione a maggioranza qualificata e due a maggioranza relativa). Così però non è andata e ieri mattina, al momento dell'appello, in sala c'erano 11 consiglieri: nove di maggioranza e due di opposizione (Santini per i repubblicani e Gennaro Orizzonte per Massa Comune). Il numero legale per convalidare il consiglio è di dieci componenti: fatti due conti, quindi, le opposizioni, da sempre contrarie a questo Statuto se non proprio alla nascita dell'Unione, sono uscite dalla sala, in modo da bloccare la sua costituzione.

Apriti cielo: Orizzonte è uscito, mentre Santini si è seduto con il pubblico. Nelle fila della maggioranza, mano ai cellulari, si sono chiamati i rinforzi, perchè la normativa prevede che un secondo appello entro la mezzora successiva. Così sono arrivati anche Fedeli e Giancarlo Zago, riportando a undici il numero dei presenti. Soltanto a quel punto le opposizioni sono tornate al loro posto, compreso il capogruppo Pdl Giovanni Favilli arrivato nel bel mezzo della bagarre. Poi la votazione, con 11 voti favorevoli, 1 astenuto e 2 contrari. Tutto finito quindi? Neanche per idea. «La votazione con maggioranza qualificata della seduta dell' 8 ottobre (la prima ndc) è da considerarsi nulla.

Dobbiamo darci atto che la seduta di ieri (gioedì ndc) era per la maggioranza qualificata; non è stata raggiunta e quindi si rendano necessarie due successive». Insomma, per Santini quella di ieri è stata «la prima delle due votazioni a maggioranza semplice». Ergo, «manca una seduta ancora». E intende andare fino in fondo, perché se non verrà controllata a fondo la vicenda, «ci rivolgeremo al prefetto ed al ministro dell'Interno per la verifica della legittimità della decisione consiliare in questione».

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