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Progetto per una nuova linea
La Huntsman investe 50 milioni al Casone
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SCARLINO. Riduzione del 20% degli scarti, presentazione del progetto per ottenere la Via e articolazione su come spendere la cascata di dollari che pioverà sullo stabilimento. Sono i punti cardine del protocollo d'intesa firmato da enti pubblici (Comune di Scarlino e Provincia di Grosseto) e società, che all'atto pratico consistono nei passi futuri della Huntsman Tioxide. Un documento firmato la settimana scorsa, alla presenza del vicepresidente della multinazionale Scott Andersson, dal sindaco Maurizio Bizzarri, il presidente Leonardo Marras e l'ad Walter Musso. I contenuti sono stati resi pubblici ieri in una nota congiunta dei due enti, in cui i due titolari dicono che è stato «garantito lo sviluppo industriale di qualità, con ricadute positive in termini ambientali, economici e occupazionali». Già, perchè dal quartier generale statunitense della Huntsman sono in arrivo 50 milioni di dollari da investire sull'impianto del Casone. In primo luogo, la società «si è impegnata a realizzare un impianto industriale per la produzione di "solfato ferroso" destinato alla commercializzazione, che consentirà, in questa prima fase, la riduzione di circa il 20% della produzione dei gessi di scarto della produzione del biossido di titanio». L'aspetto ambientale è uno di quelli più marcati. «Entro giugno 2012 Tioxide presenterà il progetto per la Via e Aia» e gli enti, dal canto loro, «s'impegnano a rispettare i tempi previsti dalla normativa di settore per la conclusione dei procedimenti autorizzativi, onde pervenire all'approvazione finale di idoneo progetto». Per di più, nel protocollo, «è previsto l'impegno ad avviare la sperimentazione dell'impiego dei gessi per il capping delle discariche di rifiuti urbani». Sempre in tema di gessi, «la Tioxide s'impegna a favorire la loro utilizzazione nella lavorazione dei manufatti in cartongesso, proseguendo nella collaborazione con un'azienda del territorio con cui ha siglato una lettera di intenti». Poi «un altro impegno conseguente, prevede che insieme ai Comuni della Provincia si individui almeno una cava da bonificare nei prossimi anni con recupero morfologico ed ambientale, impiegando come materiale i gessi già collaudati in modo efficace nella cava di Montioni». In questo modo, ecco come verrano divisi, nel piano triennale, i 50 milioni di dollari: «30 per il nuovo impianto di produzione di solfato ferroso; 10 per interventi su sicurezza, infrastrutture e ambiente, e infine 10 per il potenziamento della linea del biossido di titanio». Firmato l'atto e con i dollari in arrivo, Marras e Bizzarri si dicono soddisfatti. «Il territorio di Grosseto è determinante nel produrre ed esportare qualità, innovazione e creatività, Scarlino e la Provincia attribuiscono valore strategico al consolidamento dello stabilimento del Casone». (a.f.)
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