Il Tirreno

Grosseto

«Altro che concorrenza sleale, l'Asl 9 aiuta i farmacisti»

<strong>ASL 9</strong> Il direttore generale Fausto Mariotti
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ASL 9 Il direttore generale Fausto Mariotti

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GROSSETO. Concorrenza sleale? Macché, sbotta l'Asl9. «Crediamo così tanto nel ruolo delle farmacie pubbliche e private che da tempo le abbiamo invitate ad applicare prestazioni aggiuntive che porterebbero loro un reddito netto in più di oltre 400mila euro anno».  I farmacisti - che lamentano contraccolpi duri sul proprio lavoro dovuti all'erogazione diretta dei medicinali dall'Asl 9 in ospedale e in via don Minzoni - stanno preparando un volantinaggio nelle farmacie per «informare i pazienti» sul comportamento dell'Asl 9, mentre l'azienda replica piccata parlando di cattiva informazione e polemiche "strumentali".

Ricorda una mancata occasione non colta dai farmacisti e sottolinea la necessità - per le casse pubbliche - di una spesa "appropriata" di medicinali.  «In primo luogo - esordisce la nota - le Asl non possono vendere e di fatto non vendono i farmaci; in secondo luogo, in applicazione alle normative nazionali e regionali, erogano gratuitamente farmaci, ausili e dispositivi medici, direttamente tramite le loro strutture o, in alternativa, tramite soggetti terzi, quali le farmacie pubbliche e private.  La Asl 9, per rafforzare il sistema di erogazione diretta e portarlo allo stesso livello delle altre aziende sanitarie toscane, ha emesso un bando per il reclutamento di farmacisti specializzati da impiegare nelle proprie strutture.

Bene, a fronte della preoccupazione sulla perdita di posti di lavoro espressa sulla stampa, c'è ancora un posto non coperto per mancanza di domande».  Per quanto riguarda il calo di introiti lamentato dai farmacisti che parlano di posti di lavoro a rischio, «crediamo così tanto nel ruolo delle farmacie pubbliche e private che da tempo le abbiamo formalmente invitate a dare applicazione a prestazioni aggiuntive che porterebbero alle farmacie stesse un reddito netto in più (in termini di onorari professionali) stimabile in oltre 400 mila euro anno. L'ultimo invito è del 29 settembre 2011, ma le farmacie non hanno dato alcuna risposta». L'accordo regionale del 6 giugno 2011, sottolinea l'Asl, è stato sottoscritto anche da rappresentanti dei farmacisti di Grosseto. 

«L'erogazione delle prestazioni aggiuntive, applicate in tutte le Asl toscane, oltre a dare ruolo e reddito alle farmacie consentirebbe agli assistiti (diabetici, celiaci, stomizzati, affetti da ulcere croniche, incontinenti urinari e altri) di ritirare dispositivi e ausili nella propria farmacia di riferimento, evitando di recarsi nelle sedi dell'Asl anche per ciò che riguarda le pratiche autorizzative».  C'è poi il capitolo della spesa dei medicinali. «La massima attenzione all'uso appropriato dei farmaci (giusto farmaco per la specifica patologia; giusto impiego delle risorse, cioè scegliere la soluzione con il costo più contenuto tra quelle di pari valore clinico) è una priorità assoluta di tutte le Asl, in tutte le regioni italiane e in tutti gli stati che sono organizzati con un sistema sanitario pubblico e generalista.

A fronte della cresciuta capacità di trattare patologie critiche e delle sempre più numerose patologie croniche, che richiedono nuovi e costosi trattamenti, è necessario che le Asl abbiano grande attenzione alla spesa farmaceutica, per garantire adeguata assistenza sanitaria per patologie gravi e diffuse».

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