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Un malore stava per uccidere lanziana che era in casa con il marito ingegnere. La gratitudine della famiglia
La badante salva la vita della nonnina
Francesca Gori
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SALVATA. Silvana Fabbri Venti minuti di respirazione artificiale in casa. La donna: «Non sono un'eroina»
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GROSSETO. Silvana ha 89 anni e vive con il marito novantunenne in una casa in via Bruno Buozzi. A prendersi cura di loro c'è una badante brasiliana. Niente di strano. Non fosse che la donna martedì mattina ha salvato la vita all'arzilla nonnina che ha rischiato di morire per un malore. Salvata perché lei, per venti minuti, ha fatto la respirazione artificiale all'anziana. Non ha avuto alcuna paura Dirlene Pagotto, la donna che da tre mesi si prende cura di Silvana Fabbri e del marito. L'anziana, che è la nonna del presidente di Confagricoltura Antonfrancesco Vivarelli Colonna, martedì mattina era in casa con il marito e la sua badante quando si è sentita male. Si è accasciata a terra e la donna, 46 anni, non ha battuto ciglio. Ha chiamato il 118, ma mentre aspettava i sanitari, ha deciso di mettere in pratica quello che sapeva e le ha fatto la respirazione artificiale. Per venti minuti, il cuore di Silvana non ha smesso di battere grazie alla prontezza della donna che da tre mesi vive insieme a lei. Che la accidisce, che le prepara da mangiare. Che, questa volta, le ha salvato la vita. Il nipote e sua moglie hanno saputo di quello che era successo nell'appartamento solo quando Silvana è arrivata al pronto soccorso del Misericordia. «Ci hanno chiamati una volta arrivati all'ospedale - dice Lucia - di quello che è successo in casa lo abbiamo saputo solo dopo aver parlato con i sanitari». Sono stati il medico e l'infermiere del 118 a dire alla famiglia che Silvana, senza l'intervento di Dirlene, forse ora non ci sarebbe stata più. «Dobbiamo soltanto ringraziarla - dice Lucia - perché ha fatto una cosa molto bella». Certo è che Dirlena sapeva dove mettere le mani. Lei ha fatto un corso di assistenza di base e sa come trattare con gli anziani, anche in situazioni di emergenza. Ma guai a chiederle di raccontare cosa è successo in quell'appartamento. «Ho fatto solo il mio lavoro». E non aggiunge altro. Dirlene, il ruolo dell'eroina lo rifiuta. Nonostante che ci siano tante persone che quel gesto lo hanno interpretato così. Lei è brasiliana, da anni vive in Italia. È tornata nel paese dal quale sono partiti, tantissimi anni fa i suoi genitori. Loro hanno scelto il Brasile, dove Dirlene è nata. Ma la quarantaseienne, con doppia cittadinanza, è voluta tornare nel Bel Paese per fare un lavoro senza dubbio non facile. Accudire una coppia di anziani. La famiglia Vivarelli Colonna, la badante brasiliana l'aveva scelta tempo fa per prendersi cura di Annamaria Billi, la mamma di Francesco che è morta qualche mese fa. Era naturale quindi, che la donna, una volta passata a miglior vita la signora Billi, si prendesse cura di Silvana e del marito. una convivenza quasi perfetta, la loro. Un legame forte, tra la donna che si prende cura dei due nonni e la famiglia di Silvana e del marito. Un legame che ora è diventato ancora più forte. Dopo l'episodio di ieri mattina, Dirlene non è più la donna che si prende cura di Silvana, ma è la donna che le ha salvato la vita. Ora l'ottantanovenne è di nuovo a casa e sta bene. Tornerà in ospedale tra qualche giorno per altri accertamenti. Certa che se le dovesse succedere ancora qualcosa, Dirlene è lì accanto a lei.
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