Il Tirreno

Grosseto

Il non accordo pagato dai cittadini

Stefano Fabbroni
<b>LAVORI.</b> Per la metanizzazione di Marina di Grosseto
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LAVORI. Per la metanizzazione di Marina di Grosseto

Il tecnico Frati: «Si poteva portare gratis il metano in tutta la città»

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 GROSSETO.Il metano poteva essere portato in tutta Grosseto, Marina compresa, senza alcuna spesa per la collettività. A ritirar fuori un possibile accordo di alcuni decenni fa, poi saltato, è Giacomo Frati, membro del direttivo di Futuro e Libertà ed ex candidato alle elezioni, con la lista civica in sostegno di Mario Lolini (74 preferenze).  Frati interviene dopo l'inizio dei lavori per portare il metano a Marina: «La metanizzazione poteva essere eseguita gratuitamente dal Comune e non attraverso l'esborso di un importo che ritengo eccessivo. Chiedo una maggiore trasparenza, per il bene dei cittadini, sui rapporti tra Gea e Comune relativi alla somministrazione, al controllo ed anche alla qualità del metano che entra nelle nostre case».  La richiesta di far luce sui lavori di metanizzazione che coinvolgono in generale tutta la rete di distribuzione del gas sul territorio comunale - ma in particolare sono "presi di mira" i recenti interventi che stanno interessando le frazioni di Marina di Grosseto, Principina Terra ed Alberese - nasce da una vicenda che risale a circa trent'anni fa, quando la società Estigas fece un'offerta vantaggiosa all'amministrazione comunale, proponendosi come gestore unico del gas sul territorio per trent'anni - quanto doveva essere il periodo della convenzione mai firmata - a costo zero, senza che comportasse, cioè, nessun esborso alle casse municipali.  «La società - continua Frati - ebbe l'idea, all'epoca, di stipulare una convenzione e, in qualità di consigliere circoscrizionale di Barbanella, ruolo che ricoprivo al tempo, la presentai all'allora amministrazione comunale che, però, la bocciò. In seguito, un'idea del genere non venne nemmeno presa in considerazione dalle successive amministrazioni, compresa quella attuale». Ma Frati non si arrende e presto riproporrà la questione in consiglio comunale, come oggetto di un'interrogazione che dovrà dare delle risposte ben precise. «Fra l'altro - racconta - non si riesce a capire chi effettivamente investa i soldi in quest'opera, che ammontano a circa cinque milioni di euro ed addirittura siamo di fronte ad una situazione nella quale non è ben chiaro neppure chi sia il responsabile dei lavori: l'ente locale o la società partecipata? I cittadini dovranno conoscere anche l'incidenza dei costi nelle loro tasche. Altrimenti, se non verrà data una precisa risposta, si potrebbe parlare di un grave disservizio causato dal Comune».

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