Il presidio
Marras: «La legge ci impedisce di prorogare il calendario»
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GROSSETO. «Capisco le perplessità e anche le preoccupazioni - risponde Marras - ma in realtà, non c'è nessun rischio aggiuntivo rispetto a chi svolge altre attività di caccia verso specie aperte già dal 18 settembre. Le aree non vocate sono aree non boscate in cui la visibilità è sicuramente più elevata e dove già vagano - e si sovrappongono - gli amanti della "penna" o della lepre. Nelle aree non vocate, piaccia o no, il cinghiale deve, per legge, essere eradicato e ogni mezzo di contenimento deve essere messo in atto a salvaguardia delle colture agricole. La caccia nel mese di febbraio non può essere allungata, sempre per legge; al massimo può essere anticipata al 1 ottobre, ma i cacciatori ritengono, che sia troppo caldo, sottoponendo peraltro i cani al rischio-vipera. Infine sui pericoli voglio sperare che i cacciatori abbiano titolo a portare un arma e pratichino ogni norma di comportamento per la sicurezza. Abbiamo aggiunto degli accorgimenti su orari e uscite e aumenteremo il controllo della polizia provinciale».
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