Il Tirreno

Grosseto

L’ira di negozianti alle prese con una linea che non ha mai funzionato: «Così perdiamo clienti»

«Siamo senza telefono da sei mesi Eppure ci fanno pagare le bollette»

Elisabetta Giorgi
<b>TELEFONO IN TILT.</b> In via Roma
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TELEFONO IN TILT. In via Roma

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 GROSSETO. Migliaia di euro in fumo per un black out telefonico che dura da mesi. Ristoratori alle prese con bollette gonfiate e contratti diversi rispetto a quelli proposti. Succede in via Roma.  Le vittime sono un ristorante e una gioielleria a cui è stata proposta la stessa allettante offerta da una nota società telefonica, contro la quale stanno andando a vie legali. I problemi sono di due tipi e riguardano un guasto tecnico, irrisolto da sei mesi, e un contratto che - a detta dei clienti - sarebbe stato gonfiato a voce per poi rivelarsi più vuoto, anzi carico di oneri in un secondo tempo.  Eleonora Casini, titolare del ristorante Da Poldo, ha firmato a gennaio il contratto. La linea le è stata allacciata a marzo. «Da allora il telefono non ha mai funzionato. Non possiamo prendere prenotazioni, non riusciamo a lavorare. Un'emorragia di clienti, migliaia di euro in fumo, un danno enorme». Il problema riguarderebbe una decina di negozianti danneggiati dallo stesso gestore e con le stesse dinamiche.  «Io sono stata contattata a gennaio da un agente di Firenze». Si tratta del promotore di una società che lavora in subappalto per la grossa società telefonica, e che le propone un'offerta allettante: 64 euro al mese tutto compreso, senza tasse e iva inclusa: «linea fissa, un tot di minuti al mese, wifi, chiavetta internet con minuti illimitati, un cellulare con 700 minuti al mese. Come potevo rifiutare? Ho firmato. Tuttavia l'agente mi propone a voce una sfilza di servizi che, nel contratto, sono piuttosto fumosi e indecifrabili: forse volutamente. Il documento riporta una serie di codici particolari come targhe di auto... Non comprendendo niente di quanto scritto, ricordo di aver fatto mettere nero su bianco, dall'agente, tutti i dettagli della proposta che lui mi ha fatto verbalmente; cosa che lui fortunatamente ha fatto». Tant'è che con quel foglio la ragazza se ne va dall'avvocato Elena Biagiarelli «per contestare come il servizio effettivamente ricevuto sia ben diverso da quello pattuito a voce». In effetti, spiega lei, «tutta quella valanga di offerte ce l'ho avuta davvero, ma me la sono ritrovata da pagare in bolletta: invece che addebitarmi 128 euro, la fattura bimestrale mi chiede il doppio: 250 euro ogni due mesi, proprio perché mi addebita il pacchetto "extra". Quel che è peggio è che la linea telefonica non mi ha mai funzionato. Non riesco a prendere prenotazioni. E non mi funziona il Pos per la carta di credito e il bancomat. I clienti trovano staccato e pensano che siamo chiusi. Il centro gestionale non mi dà risposte. Continuano a rimandare, a dire "agggiusteremo, andrà tutto a posto" e invece niente di niente. Intanto continuo a pagare la bolletta sennò mi fanno causa: ho già speso circa 600 euro per un telefono che non funziona, e per servizi che dovevano essere gratuiti». Con l'avvocato, la Casini sta tentando di perseguire la strada del risarcimento sul guasto tecnico non risolto, ben sapendo che è un cammino fumoso. Tanto più che lo stesso avvocato lamenta di essere stata truffata dalla stessa società.  Ma sempre in via Roma anche la gioielleria Trotta è senza telefono da mesi. A gennaio il titolare ha accettato la stessa proposta: 64 euro al mese per una linea che non ha mai funzionato. «In un negozio di preziosi i clienti pagano quasi sempre con la carta di credito: siccome il Pos non ci funziona, loro se ne vanno. Ne abbiamo persi a decine».  Un caos quasi fantozziano anche con le guardie giurate. «Se per sbaglio ci scatta l'allarme e i vigilantes ci chiamano per sapere se intervenire o meno, non riuscendo a contattarci arrivano direttamente con la pistola, temendo una rapina».

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