Il Tirreno

Grosseto

Pochi alunni, scuola verso la chiusura

Claudia Della Verde
<strong>SINDACO. </strong> Monica Paffetti, primo cittadino di Orbetello
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SINDACO. Monica Paffetti, primo cittadino di Orbetello

In un colloquio con trenta genitori e con il preside delle medie di Fonteblanda, il primo cittadino ha parlato dei problemi dell'istituto

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GROSSETO. Scuola a rischio chiusura perché sotto il numero legale? Forse. è per questo che il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, ha incontrato i diretti interessati. Due giorni fa, in un colloquio con trenta genitori e con il preside delle medie di Fonteblanda, il primo cittadino ha discusso sui problemi che si stanno abbattendo sull'istituto. Primo fra tutti il rischio chiusura che, da qualche anno a questa parte, preoccupa madri e alunni.  I motivi dell'incertezza su questa struttura sono riconducibili al fatto che le iscrizioni sono al di sotto della norma nazionale che consente il regolare funzionamento del servizio.

E soprattutto al di sotto dei numeri. Per garantire il normale corso di quest'ultimo, il numero degli scolari non dev'essere al di sotto dei cinquanta iscritti. Visti i precedenti, e preventivato per il prossimo anno un numero di quarantasette ragazzi, la situazione torna a essere critica. Il primo cittadino ribadisce comunque il suo impegno e quello di tutta la sua giunta, affinché la scuola rimanga aperta.  «La volontà - dice - è quella di poter garantire il diritto allo studio grazie ad un uso intelligente delle risorse a disposizione. L'impegno è stato dimostrato anche con il Baccarini e con la scuola di Polverosa». 

Il sindaco ritiene anche opportuno precisare che, per quanto ci sia la voglia di preservare il normale corso di apprendimento dei bambini in alcune strutture a rischio, non si può trascurare la normativa nazionale.  «Ci siamo avvalsi dell'aiuto della Provincia, che ci ha supportati nella lotta al mantenimento della quarta ginnasio del liceo classico di Orbetello. Dobbiamo ringraziare l'assessore Tacconi che ce lo ha permesso - afferma - Adesso intendiamo procedere per salvare altre realtà».

Per ovviare ai tagli nazionali che hanno investito, a livello pubblico, scuola, servizi sociali e trasporti, il primo cittadino ritiene che la parola "ottimizzare" sia quella più appropriata e illustra possibili soluzioni per usare al meglio le risorse: «Partendo dal presupposto che le pluriclassi hanno portato grandi disagi, ci impegnamo a lottare, sempre nel rispetto dei fondi pubblici, ad accorpare gli alunni nelle ore in cui l'attività può essere svolta anche in gruppi più numerosi. Mi riferisco a materie quali educazione fisica e musica». Il sindaco si dice invece contrario alle classi per le lezioni di maggiore importanza come, ad esempio, l'italiano o la matematica.  «Per garantire una capacità cognitiva a ogni allievo - conclude - è necessario scindere il gruppo in modo da tutelare l'apprendimento di ogni individuo».

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