Italia
I sindaci dalla parte del Fiora sull'acconto in bolletta «Liquidità per gli interventi»
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PROTAGONISTI Da sinistra a destra Bonifazi, Bovicelli, Baldi e CerulliDopo la denuncia di Rifondazione parlano i comuni più popolosi Ma Bovicelli insiste: «Si mettono le mani nelle tasche dei cittadini»
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GROSSETO. Il bicchiere d'acqua mandato giù dai sindaci è tutto sommato dolce. Il nuovo metodo di fatturazione in acconto che, dal 15 giugno, l'Acquedotto del Fiora spa ha affiancato al tradizionale pagamento a saldo per coprire i consumi fatti da quando arriva la bolletta a casa a quando viene pagata, e che ha sollevato l'indignazione del consigliere comunale santafiorese di Rifondazione, Sergio Bovicelli, trova per lo più d'accordo i sindaci dei comuni più popolosi della provincia. Da nord a sud e da sinistra a destra, politicamente parlando, i primi cittadini di Follonica, Grosseto e Monte Argentario sono tutto sommato favorevoli alla modifica. «Un metodo più efficiente», secondo quanto ha spiegato ieri il presidente del Fiora Ceroni. «Una vessazione e un'imposizione unilaterale, mal comunicata e presa in modo arbitrario», secondo Bovicelli. I tre sindaci, però, danno ragione al Fiora. Almeno nel merito. «È un discorso impopolare - spiega il sindaco Pd di Follonica, Eleonora Baldi - ma purtroppo tutti, aziende ed enti, Comune compreso, fanno i conti con i movimenti finanziari e se non c'è liquidità si può creare indebitamento». «Sono d'accordo - le fa eco il collega e compagno di partito di Grosseto, Emilio Bonifazi - anche perché questo tipo di fatturazione c'è già per il gas, ad esempio. Il Fiora non si può discostare dalle altre aziende». E pure Arturo Cerulli, Pdl, da Porto Santo Stefano è d'accordo: «Non è una questione di destra o di sinistra: quando ci sono degli interventi da fare l'importante è la tempestività, non se devo risparmiare un euro oggi per non pagarlo domani». Quanto al metodo, tutti e tre tirano le orecchie all'Acquedotto. Baldi parla di cattiva comunicazione da parte dell'azienda e Bonifazi si augura più trasparenza e snellimento della comunicazione delle letture per i cittadini. Eppure Bovicelli non ci sta. «Le dichiarazioni dell'Acquedotto del Fiora spa - spiega - confermano quanto dichiarato da Rifondazione Comunista e cioè che la fatturazione in anticipo non ha nessuna copertura autorizzativa da parte dell'Ato 6 Ombrone. Viene citato il regolamento senza specificare nulla e ciò evidenzia la superficialità con la quale si chiedono soldi in più ai cittadini. Abbiamo detto e ripetiamo, senza timore di smentita, che ci troviamo di fronte ad un'iniziativa di variazione unilaterale del regolamento, quindi del contratto di fornitura, operata dalla società di gestione. Se la si vuole applicare, vanno introdotte le modifiche necessarie al regolamento». Quanto al divario tra la data di lettura e quella di effettiva fatturazione, che costituisce un problema di riscossione per l'azienda,«nessuno impedisce - spiega Bovicelli - che le letture dei contatori e quindi le fatturazioni, possano essere trimestrali». «Quest'operazione come si suole dire mette le mani in tasca dei cittadini - conclude Bovicelli - ed è a esclusivo vantaggio dell'ente gestore».
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