Il Tirreno

Grosseto

Arrestato dopo un inseguimento nel quale è stato sparato un colpo in aria

Dalla Campania a Barbanella Preso il "mulo" dell'eroina

Federico Lazzotti

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 GROSSETO. Chi fosse e dove fosse diretto lo hanno scoperto da quello che aveva nelle tasche: trentacinque grammi di eroina divisi in tre contenitori, due lamette, un biglietto del treno di andata e ritorno Castel Volturno-Roma-Grosseto e un'agendina telefonica dalla copertina lisa con su scritto in stampatello "Barbanella" e sotto un numero di telefono.  Victor Osemwengie, 31 anni, nigeriano d'origine con decine di nomi fasulli sulle spalle, è stato arrestato martedì all'ora di pranzo dalla sezione narcotici della squadra mobile dopo un inseguimento a piedi tra la stazione e il ponte dei Macelli durante il quale un poliziotto ha sparato un colpo in aria nel tentativo, vano, di farlo fermare.  Secondo gli inquirenti, il trentunenne sarebbe una sorta di mulo che con una certa frequenza, era già stato controllato lo scorso anno a Grosseto, compirebbe viaggi tra la Campania e la Maremma per rifornire la città, o parte di essa, di eroina.  A tradirlo, lunedì mattina, è stato il suo comportamento all'uscita dal treno. «Invece di fare come tutti gli altri passeggeri: scendere dalla carrozza e imboccare il sottopasso - spiegano gli agenti impegnati in un servizio di controllo - è uscito dall'ultimo vagone, ha attraversato i binari e si è diretto verso il tornello che dà accesso a via Matteotti».  È qui che è iniziato l'inseguimento da parte degli agenti che hanno provato a bloccarlo. «Ha dato in escandescenza, si è tolto i vestiti e ha iniziato a sferrare calci e pugni nei confronti di alcuni poliziotti», recita il verbale d'arresto. Due agenti, al termine dell'operazione, hanno avuto bisogno di alcune cure mediche per le ferite riportate durante la collutazione.  L'uomo ha cercato anche di liberarsi di quello che poteva identificarlo. La droga, infatti, è stata ritrovata lungo la via di fuga. «Si tratta di eroina abbastanza pura che tagliata, confezionata e divisa in dosi avrebbe potuto fruttare oltre cinquemila euro».  Ora l'indagine si concentrerà sull'agendina telefonica ritrovata nella tasca del trentunenne e sui due cellulari che portava con sé. Intanto ieri mattina il gip Marco Mezzaluna ha convalidato l'arresto. Il mulo che da Castel Volturno riforniva Grosseto e ha un gancio in Barbanella resterà in carcere fino al processo.

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