Il Tirreno

Grosseto

 PORTO ERCOLE. Una serata in discoteca, un sabato notte di fine estate.

Francesca Gori

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 PORTO ERCOLE. Una serata in discoteca, un sabato notte di fine estate.  Una donna che si sente male e che viene derubata e palpeggiata. E due ragazzi, di 20 e 27 anni, uno di Orbetello, l'altro di Porto Santo Stefano, agli arresti domiciliari per furto aggravato e violenza sessuale.  Tutto è cominciato intorno alle 5 di ieri mattina, con la telefonata arrivata alla centrale operativa dei carabinieri di Orbetello.  C'era da mandare una pattuglia alla discoteca Red Carpet di Cala Galera, perché nel parcheggio stava succedendo qualcosa di poco chiaro: una donna di trent'anni di Roma si era sentita male.  Il suo fidanzato non voleva che la donna fosse ricoverata, altri due ragazzi che erano lì, invece, continuavano ad insistere. Il personale del 118, dopo averla curata, hanno chiesto l'intervento dei militari. Sono arrivati i carabinieri di Porto Santo Stefano e Magliano che hanno fatto sbollire gli animi. Mentre stavano tornando in caserma però, hanno dovuto fare dietrofront. Dopo poco infatti sono stati chiamati dalla donna che si era sentita male, per denunciare il furto del portafogli con carte di credito, documenti e la somma di 460 euro. Le due pattuglie sono tornate indietro. La donna, che aveva avuto una crisi epilettica poco prima, era ancora scossa. I carabinieri hanno cominciato a cercare i due ragazzi che stavano insistendo per il suo ricovero e che le erano vicinissimi proprio mentre la trentenne era sdraiata sul sedile di un'auto. Le stavano addosso, fingendo particolare apprensione per le conseguenze di quel malore. Uno dei due addirittura, per legittimare il suo comportamento, continuava a dire di avere competenze mediche per aver svolto il servizio alla Misericordia di Porto Santo Stefano. Rintracciati i due ragazzi che stavano tornando a casa a piedi, i carabinieri li hanno perquisiti subito e nelle loro tasche hanno trovato le carte di credito e i contanti. Loro si sono giustificati dicendo che quei soldi e quelle carte, qualcun altro, li aveva messi nelle loro tasche. Ma sulla stessa strada, i carabinieri hanno trovato anche il portafogli e i documenti rubati alla donna, che erano stati gettati via subito dopo.  Ma il peggio doveva ancora succedere. Una volta dentro la stazione dei carabinieri di Porto Santo Stefano dove era arrivata anche la trentenne per formalizzare la denuncia, quando se li è trovati davanti, è diventata subito nervosa. Ha chiseto al maresciallo della stazione di poter parlare con lui da sola. Un colloquio nel quale ha raccontato al militare che il più giovane dei due, il ventenne, si era pprofittato di lei mentre stava male. Il ragazzo l'avrebbe palpeggiata al seno e alle parti intime, approfittando di quella crisi epilettica e della distrazione del suo fidanzato che stava parlando con il personale del 118.  I carabinieri, per tutta la mattina, hanno ascoltato i testimoni di quell'incredibile sabato notte, che era cominciato con il malore della donna. Testimonianze che combaciavano alla perfezione. Al ragazzo, oltre al furto aggravato in concorso con l'altro santostefanese, è stata contestata anche la violenza sessuale aggravata dallo stato di incapacità della donna. Per ora si trovano tutti e due a casa, agli arresti domiciliari in attesa dell'udienza di convalida da parte del giudice.

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